Ogni domenica, il calendario liturgico ci pone domande di senso e questa settimana abbiamo a che fare con il valore più grande in assoluto: la vita. Le parole di Gesù, insieme alle riflessioni di quel grande missionario che è stato Paolo, ci fanno da guida, cominciando dal vangelo. Questo passo è posto in un momento cruciale: numerose guarigioni, la domanda fatta ai discepoli sull’idea che la gente si sta facendo di lui, il ‘riconoscimento’ di Pietro, l’annuncio della ... continua

Questa domenica siamo chiamati a riflettere al nostro rapporto personale e profondo con Dio, e allo stile della nostra testimonianza.  Le due prime letture ne parlano con una modalità resa diversa da contesti molto lontani, ma capaci di parlarci anche oggi. La prima richiama il tempo in cui il ricordo dell’intervento di Dio a favore del suo popolo (la ‘liberazione’ dalla schiavitù in Egitto) finirà via via per appannarsi fino a essere del tutto dimenticato. La ricaduta è ... continua

Questa domenica possiamo toccare con mano la diversità che esiste fra noi e i nostri Fratelli maggiori, come diceva San Giovanni Paolo II: cioè gli Ebrei. Per i quali il rapporto con Dio era sempre molto diretto: a Lui infatti ci si rivolgeva per ringraziare, chiedere, ma anche per discutere ‘alla pari’, leggendo in ogni evento positivo l’intervento diretto di Dio stesso e però in quello negativo la ricaduta dei propri errori. Probabilmente, abbiamo un po’ perso questa ‘spontaneità’ ... continua

Questa domenica la domanda è: ‘come’ possiamo parlare di Dio per annunciarlo, il che è il compito che ci è dato come credenti.

Alla base c’è sempre una ‘chiamata’ per tutti, anche se non siamo dei Mosè. E parlare di Dio ha sempre posto grandi difficoltà. Mosè lo dice ben chiaro. Primo: chi sono io per fare ciò che mi chiedi? Secondo: mi faranno delle domande, e io cosa risponderò? (Mosè era pure balbuziente) E il ... continua

Questa settimana, la liturgia ci fa pensare a cosa vuole dire avere “fede”. E per capirlo, ci fa tornare indietro nel tempo. Molto, molto indietro, quando Dio si rivela a un uomo, peraltro anziano e senza discendenza diretta – Abram -, per strapparlo dal contesto pagano in cui viveva. Gli fa fare ‘armi e bagagli’, e gli promette tutto, straordinaria discendenza, ricchezza, ma soprattutto la sua particolare vicinanza: che però deve diventare un segno indelebile “nella ... continua

Questa domenica letture non semplici, tutte giocate sul ‘peccato’ dell’umanità, sul rapporto Dio/uomo e sulla ‘salvezza’. Ogni tipo di peccato: cominciando da quelli personali citati da san Paolo. Tuttavia quando diventano così gravi da avvelenare la società intera (qui Sodoma e Gomorra), allora Dio non ‘vuole il male’, ma ‘prende atto’ che si è passato il segno, e abbandona l’uomo alla ricaduta dei propri errori. E così è nelle grandi tragedie della storia: violenze, guerre, orrori, massacri. Ci ... continua

È in distribuzione il numero di Giugno di Testata d’angolo.
Si può anche scaricare da qui in formato pdf.

Sommario

  • Tempo di novità, di padre Lidio
  • L’ordinazione sacerdotale del nostro Antonio Lopez, di Claudia
  • Celebrare la prima Santa messa, di padre Antonio
  • L’emozione della Prima Confessione, di Francesca
  • «Un messaggio segreto per Gesù», di Giuliana
  • «Cari genitori, grazie per la vostra testimonianza», delle catechiste
  • Gesù, l’Amore che non ci lascia mai, di Wanda
  • Ripartire dalla donna, nella Chiesa e
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