29 marzo – Domenica delle Palme, Messa del giorno

In santa Croce questa Messa si celebra: Sabato 28 marzo alle 18:30 e Domenica 29 marzo alle 9:00, 12:00 e 18:30.  QUI ci sono tutte le indicazioni.

Questa celebrazione ci introduce nella ‘Settimana Santa’. Domenica scorsa già parlava di morte con Lazzaro: un evento doloroso anche per Gesù, grande amico di Lazzaro, Marta e Maria. Perché Gesù non vuole la morte, ma la “vita”, tanto da “scoppiare in pianto” per l’amico… Ma poi, ecco che l’amico viene richiamato alla vita: una azione che convince i farisei a condannare questo ‘pericoloso’ Maestro… la cui vita è oggi ricordata nella liturgia come alla svolta finale.

Da una parte, in Giovanni, il Signore vive l’ultimo momento di fraternità della vita fra amici fedeli, turbato però dalla presenza di un Giuda sempre troppo sensibile al ‘denaro’: con il forte richiamo senza tempo alla povertà così presente nella sensibilità di Papa Leone. Dall’altra, Isaia viene proposto per questa incredibile sua profezia che anticipa le tappe stesse della Condanna, Passione e Morte del Signore. Paolo, pur non essendone stato testimone diretto, chiama i suoi discepoli -e noi con loro- a meditare seriamente alle durissime prove che Gesù ha vissuto per essere fedele alla chiamata del Padre e per portare noi alla Vita. 

Richiamandoci ad avere sempre “fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento” per attraversare le difficoltà che la vita pone a ciascuno di noi senza “perderci d’animo”.


Lettura del profeta Isaia (52, 13 – 53, 12)
Così dice il Signore Dio: «Ecco, il mio servo avrà successo, sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente…È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti … Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua posterità? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per la colpa del mio popolo fu percosso a morte. Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza né vi fosse inganno nella sua bocca. Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione…si compirà per mezzo suo la volontà del Signore …ha spogliato se stesso fino alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i colpevoli».

Lettera agli Ebrei (12, 1b-3)
Fratelli, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento. Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio. Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni (11, 55 – 12, 11)
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?». Intanto i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunciasse, perché potessero arrestarlo. Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro… E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota… disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me». Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.


Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce

Il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità”.
Signore, aiuta la Chiesa a comprendere il senso vero della grande umiliazione di Cristo in croce, perché morte e risurrezione diventino l’asse portante su cui costruire e rafforzare la nostra fede. Per questo ti preghiamo…Salvaci, Signore!

Fratelli corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù. 
Signore Gesù, nei momenti di fatica la nostra comunità non si arrenda davanti alle difficoltà ma, tenendo lo sguardo fisso su di te, guardi sempre con perseveranza alla gioia della tua presenza, che è la vera forza del nostro cammino. Ti preghiamo… Salvaci, Signore!

Signore, in te mi rifugio.
Attraverso la preghiera – ci dice il salmo – ciascuno di noi cerchi conforto e protezione in Dio, che, come Padre, è sempre pronto ad accoglierci e a perdonarci, per questo ti preghiamo… Salvaci, Signore!

I poveri li avrete sempre con voi.
Sostieni, Signore quanti si mettono in gioco per combattere la povertà e ispira ciascuno di noi ad avvicinarci senza timore a chi non ha nulla, perché tutti possiamo essere più attenti a chi manca di tutto. Ti preghiamo… Salvaci, Signore!