Come dice la liturgia, questa domenica precede il martirio di Giovanni Precursore e, non a caso, ha al centro il rapporto fra l’autorità statale/laica e la libertà di vivere la propria fede: situazione molto critica anche oggi, se pensiamo alle centinaia di martiri cristiani che ogni anno aumentano di numero.
Occorre partire dal Vangelo e dalla risposta data da Gesù a chi – in realtà – intendeva solo metterlo in difficoltà: separare Dio dal potere politico. E, anche oggi, tutti i vescovi del Medioriente indicano che i serissimi problemi di quella terra non riguardano l’appartenenza religiosa ma l’uso politico che se ne fa. Del resto l’antica lettura del Maccabei conferma che – in realtà – è stato sempre così nel tempo.
La riflessione costruttiva è quella di Paolo che – partendo dal grande “Male”– colloca l’adesione alla Parola da parte della prima Comunità cristiana certo non solco di una contrapposizione o comunque divisione rispetto alle autorità civili, ma illumina al contrario il grande e positivo apporto che il messaggio cristiano di rispetto della persona – e quindi di giustizia e pace – può portare alla società di ogni tempo. Compresa la nostra: il Vescovo Delpini e Papa Leone, infatti, costantemente ci richiamano tutti, proprio in quanto credenti e cittadini informati, alle responsabilità personale e comunitaria di vivere la fede nelle nostre decisioni, scelte e azioni concrete di ogni giorno.
Lettura del primo libro dei Maccabei (1, 10. 41-42; 2, 29-38)
Uscì dagli ufficiali di Alessandro una radice perversa, Antìoco Epìfane, figlio del re Antìoco, che era stato ostaggio a Roma, e cominciò a regnare nell’anno centotrentasette del regno dei Greci. Il re prescrisse in tutto il suo regno che tutti formassero un solo popolo e ciascuno abbandonasse le proprie usanze. Tutti i popoli si adeguarono agli ordini del re… Allora molti che ricercavano la giustizia e il diritto scesero nel deserto, per stabilirvisi con i loro figli, le loro mogli e il bestiame. Fu riferito agli uomini del re e alle milizie, che stavano a Gerusalemme, nella Città di Davide, che laggiù, in luoghi nascosti del deserto, si erano raccolti uomini che avevano infranto l’editto del re. Molti corsero a inseguirli, li raggiunsero, si accamparono di fronte a loro e si prepararono a dare battaglia in giorno di sabato. Dicevano loro: «Ora basta! Uscite, obbedite ai comandi del re e avrete salva la vita». Ma quelli risposero: «Non usciremo, né seguiremo gli ordini del re, profanando il giorno del sabato». Quelli si precipitarono all’assalto…. Ma essi non risposero loro, né lanciarono pietre, né ostruirono i nascondigli, dichiarando: «Moriamo tutti nella nostra innocenza. Ci sono testimoni il cielo e la terra che ci fate morire ingiustamente». Così quelli si lanciarono contro di loro in battaglia di sabato, ed essi morirono con le mogli e i figli e il loro bestiame, in numero di circa mille persone.
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (6, 10-18)
Fratelli, rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Indossate l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace. Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio. In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi.
Lettura del Vangelo secondo Marco (12, 13-17)
I sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono dal Signore Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui.
Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce
Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio.
Signore, aiuta la Chiesa perché, sotto la guida dello Spirito, sappia vivere la Parola ispirando e difendendo il rispetto della persona, della vita, del creato, testimoniando anche attraverso comportamenti di correttezza civile, il servizio al bene comune: e iniziando dai più deboli e indifesi. Per questo ti preghiamo…Ascoltaci, Padre Buono!
State saldi: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la giustizia; i piedi pronti a propagare il vangelo della pace…
Parole chiare e importanti, Signore! Aiuta la nostra Comunità a essere nella vita quotidiana una appassionata ‘cercatrice’ di verità, di giustizia: e dunque di pace. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Padre Buono!
La legge del Signore è “tutta” la mia vita.
Con Gesù la legge del Signore ha trovato pieno compimento. Come per gli apostoli, possa lo Spirito Santo discendere su di noi e guidarci sulle sue orme. E per questo preghiamo… Ascoltaci, Padre Buono!
Ci sono testimoni il cielo e la terra che ci fate morire ingiustamente.
Quante voci, Signore, ogni giorno si levano verso di te da parte di chi subisce violenze, persecuzioni e crudeltà motivate da interessi privati, che calpestano la dignità di persone di ogni età e provenienza nel sostanziale disinteresse di tutti. Aiutaci, Signore, a capire come poter essere davvero loro di aiuto. Ti preghiamo… Ascoltaci, Padre Buono!

