Quale è lo sguardo con cui, come credenti, guardiamo alla Chiesa oggi, ci chiede Gesù nel vangelo? Sempre critico dall’esterno, oppure consapevole di farne parte viva? E quindi di dover rispondere di una responsabilità anche personale?
Questa è la riflessione che ci chiede il Vangelo di oggi.
Ci faremo trascinare (Cronache) tutti insieme da chi ci governa verso una sconfitta completa, oppure seguiremo il forte ma chiarissimo richiamo di Paolo secondo il quale ciò che conta non è tanto l’appartenenza teorica quanto le nostre scelte di ogni giorno ?
Una domanda molto seria, su cui soffermarci…
Lettura del secondo libro delle Cronache (36, 11-21)
Quando divenne re, Sedecìa aveva ventun anni; regnò undici anni a Gerusalemme. Fece ciò che è male agli occhi del Signore, suo Dio…indurì la sua cervice e si ostinò in cuor suo a non far ritorno al Signore, Dio d’Israele. Anche i capi di Giuda, i sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà, imitando gli abomini degli altri popoli, e contaminarono il tempio, che il Signore si era consacrato a Gerusalemme. Il Signore… mandò premurosamente e incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirli…. Ma essi si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti al punto che l’ira del Signore contro il suo popolo raggiunse il culmine… Allora il Signore fece salire contro di loro il re dei Caldei, che uccise di spada i loro uomini migliori nel santuario, senza pietà per i giovani, per le fanciulle, per i vecchi e i decrepiti… Portò a Babilonia tutti gli oggetti del tempio di Dio… i tesori del tempio del Signore e i tesori del re e dei suoi ufficiali. Quindi incendiarono il tempio del Signore, demolirono le mura di Gerusalemme e diedero alle fiamme tutti i suoi palazzi e distrussero tutti i suoi oggetti preziosi. Il re deportò a Babilonia gli scampati alla spada, che divennero schiavi suoi e dei suoi figli fino all’avvento del regno persiano… ».
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (2, 12-29)
Fratelli, tutti quelli che hanno peccato senza la Legge, senza la Legge periranno; quelli invece che hanno peccato sotto la Legge, con la Legge saranno giudicati. Infatti, non quelli che ascoltano la Legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che mettono in pratica la Legge saranno giustificati. Quando i pagani, che non hanno la Legge, per natura agiscono secondo la Legge, essi, pur non avendo Legge, sono legge a se stessi. Essi dimostrano che quanto la Legge esige è scritto nei loro cuori, come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano ora li difendono. Così avverrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini…Ma se tu ti chiami Giudeo e ti riposi sicuro sulla Legge e metti il tuo vanto in Dio, ne conosci la volontà e, istruito dalla Legge, sai discernere ciò che è meglio, e sei convinto di essere guida dei ciechi, luce di coloro che sono nelle tenebre, educatore degli ignoranti, maestro dei semplici… Ebbene, come mai tu, che insegni agli altri, non insegni a te stesso? Tu che predichi di non rubare, rubi? Tu che dici di non commettere adulterio, commetti adulterio? Tu che detesti gli idoli, ne derubi i templi? Tu che ti vanti della Legge, offendi Dio trasgredendo la Legge! Infatti sta scritto: «Il nome di Dio è bestemmiato per causa vostra tra le genti». Certo, la circoncisione è utile se osservi la Legge; ma, se trasgredisci la Legge, con la tua circoncisione sei un non circonciso. Se dunque chi non è circonciso osserva le prescrizioni della Legge, la sua incirconcisione non sarà forse considerata come circoncisione… Giudeo, infatti, non è chi appare tale all’esterno, e la circoncisione non è quella visibile nella carne; ma Giudeo è colui che lo è interiormente e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito, non nella lettera; la sua lode non viene dagli uomini, ma da Dio.
Lettura del Vangelo secondo Matteo (11, 16-24)
Il Signore Gesù diceva alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”. È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”. Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie». Allora si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».
Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce
La sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che compie.
Signore aiuta la nostra Chiesa e il suo Pontefice a crescere nella sua testimonianza universale grazie alla capacità di affrontare con la saggezza e la forza che viene dallo Spirito le tante grandi sfide di oggi! Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Padre buono!
Salvaci, Signore, nostro Dio.
Signore, stiamo vivendo tempi difficili in cui tutte le regole sembrano cambiare e siamo tentati di perdere la speranza del domani. Il tuo Spirito ci aiuti a vivere nella quotidianità la certezza di essere stati “salvati”. Preghiamo, Ascoltaci, Padre buono!
Ebbene, come mai tu, che insegni agli altri, non insegni a te stesso.
Signore Gesù, come Maestro di vita, insegnaci a pregare, ad ascoltare e accogliere la Parola di Dio e soprattutto a metterla in pratica, così da dare il buon esempio. E per questo preghiamo…Ascoltaci, Padre buono!
A chi posso paragonare questa generazione?
Signore, certamente Gesù porrebbe questa domanda anche a noi, oggi, davanti a ciò che accade ogni giorno, e che sembra cancellare ogni residuo di umanità vera. Aiutaci, anche davanti alle parole durissime di Gesù, a vivere consapevolmente la speranza dell’Amore che salva. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Padre buono!

