26 luglio – Nona Domenica dopo Pentecoste

Questa domenica, il tema sul quale la liturgia ci fa riflettere è il ‘perdono del peccato’. Anche di quelli di David che, pur numerosi e particolarmente pesanti, vengono ‘rimossi’. Ma ci vuole la seria consapevolezza del male fatto. E noi, che non siamo il re David? Ebbene, ricorda Paolo, siamo stati ‘salvati’ dal sacrificio di Gesù -vero Dio incarnato- e tuttavia siamo continuamente esposti al pericolo del peccato. Ci è stato dato un ‘tesoro’ ma siamo fragili, come vasi di creta. Eppure in noi vive la forza di Gesù, che ci aiuta ogni giorno ad avere speranza e a superare le difficoltà della vita.

Nelle parole del Signore tramandate da Marco capiamo però che occorre una fede viva. Certo personale: ma che può anche essere condivisa, di una comunità. E’ infatti “vedendo la loro fede” – del paralitico ma anche di chi aveva rimosso ogni intralcio per raggiungere il Signore – che Gesù guarirà il paralitico dai mali -fisici come da quelli dell’anima- che lo paralizzavano. 

Un segno importante oggi pensando ai gravi problemi del tempo in cui viviamo. Come collaborare in un mondo egoista, individualista e quindi senza giustizia e pace? Quale è la nostra fede? Quali le azioni giuste da fare oggi: da soli e ‘insieme’? Come e con chi? Papa Leone e il nostro Vescovo ogni giorno ci richiamano alle responsabilità personali e comuni per riuscire anche noi a ‘fare miracoli’…


Lettura del secondo libro di Samuele (12, 1-13)
Il Signore mandò il profeta Natan a Davide, e Natan… gli disse: «Due uomini erano nella stessa città, uno ricco e l’altro povero. Il ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran numero, mentre il povero aveva nulla… una sola pecorella piccina… Essa era vissuta e cresciuta insieme con lui… Era per lui come una figlia. Un viandante arrivò dall’uomo ricco e questi, evitando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso…prese la pecorella… e la servì all’uomo che era venuto da lui». Davide si adirò contro quell’uomo e disse a Natan: «Per la vita del Signore, chi ha fatto questo è degno di morte. Pagherà quattro volte il valore della pecora, per aver fatto una tal cosa…». Allora Natan disse a Davide: «Tu sei quell’uomo! Così dice il Signore… :“Io ti ho unto re d’Israele e ti ho liberato dalle mani di Saul, ti ho dato la casa del tuo padrone e ho messo nelle tue braccia le donne del tuo padrone, ti ho dato la casa d’Israele e di Giuda… Perché dunque hai disprezzato la parola del Signore, facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai colpito di spada Uria l’Ittita, hai preso in moglie la moglie sua e lo hai ucciso con la spada degli Ammoniti. Ebbene, la spada non si allontanerà mai dalla tua casa…”. Così dice il Signore: “Ecco, io sto per suscitare contro di te il male dalla tua stessa casa; prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un altro, che giacerà con loro alla luce di questo sole. Poiché tu l’hai fatto in segreto, ma io farò questo davanti a tutto Israele e alla luce del sole”». Allora Davide disse a Natan: «Ho peccato contro il Signore!». Natan rispose a Davide: «Il Signore ha rimosso il tuo peccato: tu non morirai».

Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (4, 5b-14) 
Fratelli, quanto a noi, siamo i vostri servitori a causa di Gesù. E Dio, che disse: «Rifulga la luce dalle tenebre», rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio sul volto di Cristo. Noi però abbiamo questo tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi. In tutto, infatti, siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo consegnati alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale. Cosicché in noi agisce la morte, in voi la vita. Animati tuttavia da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: «Ho creduto, perciò ho parlato», anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi.

Lettura del Vangelo secondo Marco (2, 1-12)
Il Signore Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta…Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua». Quello si alzò e subito presa la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».


Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce

Gesù, vedendo la loro fede, disse: Figlio, ti sono perdonati i peccati”.
Perché la Chiesa sia la casa aperta e solidale di tutti, al cui centro sta Gesù Eucaristia, e che sia composta da fedeli con lo sguardo rivolto Dio e disposti a fare tutto il possibile per il bene e la salvezza del prossimo ti preghiamo… Ascoltaci, Padre buono!

Anche noi crediamo, perciò parliamo.
Signore, il tuo Spirito accompagni e rafforzi la nostra Comunità nel vivere la fede ricevuta. E perché la tua Parola possa essere accolta e trasmessa a sempre nuovi testimoni ti preghiamo… Ascoltaci, Padre buono!

Il Signore ha rimosso il tuo peccato: tu non morirai.
Signore, ciascuno di noi vive la sua condizione umana, attraversata da fatiche destinate a incontrarsi con l’esperienza del peccato. Aiutaci a ricordare sempre che la tua misericordia è infinita, ed è un dono di grazia che ci chiede solo di riconoscerci peccatori. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Padre buono!

Rallegratevi nel Signore ed esultate voi giusti.
Signore, anche nel caos che in questi tempi sconvolge il creato, tu ci doni sempre semi di speranza. Perché la giustizia possa crescere nel cuore dei tuoi figli e portare gioia e pace nel mondo ti preghiamo… Ascoltaci, Padre buono!