7 marzo – Terza Domenica di Quaresima

Domenica di Abramo

Un vangelo molto conosciuto che parla di uno scontro molto duro fra Gesù e alcuni “Giudei che gli avevano creduto”: dunque, proprio del suo seguito. Accuse pesanti: “cercate di uccidermi”, “avete per padre il diavolo” da parte del Maestro. E, dall’altra parte: “sei un Samaritano (cioè un eretico) e un indemoniato”, “chi credi di essere”, “non hai cinquant’anni e hai visto Abramo?”. Ma per che cosa esattamente si stavano insultando? Due parole chiave ci permettono di capire: “verità” e “libertà”… e nessuno meglio di noi può meglio intenderne il peso… Cos’è mai, oggi, la ‘verità’ in un mare di approssimazioni, se non di fake news? ma anche la ‘libertà’, in fondo? E poi, per chi? Di chi e da chi?
Nel testo verità e libertà sono seccamente contrapposte a falsità, menzogna, ma anche al peccato. Come venirne fuori? “Rimanere nella Parola” di Gesù, unico aiuto per discernere il Bene (il Padre) che ‘libera’, ma anche il male (il diavolo), che toglie la libertà. In mezzo, Gesù, intermediario che rivela “quello che ha visto presso il Padre”, annunciando una “verità” che libera dal peccato: e salva.
Anche Mosè, nella lettura di Esodo, discute con Dio quasi da pari a pari e, a suo rischio, si pone in mezzo fra la “ira” di Dio e quel “popolo di dura cervice” che lo tradisce continuamente… Ma Gesù è ben di più: Giovanni termina infatti con l’affermazione della sua piena divinità: “prima che Abramo fosse Io Sono” (sono fuori dal Tempo). È in Dio che Abramo ha creduto: è in Gesù che anche noi crediamo, affidando a Lui la nostra vita… Ed è questo che, come dice san Paolo, ci aiuta a non lasciarci “turbare” nelle prove che quest’ultima non manca di riservarci…


Letture

Letture sul sito della Diocesi: https://www.chiesadimilano.it/?p=357211

Lettura del libro dell’Esodo (32, 7-13b)
Il Signore disse a Mosè: «Va’, scendi, perché il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto, si è pervertito… Ho osservato questo popolo: ecco, è un popolo dalla dura cervice. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li divori. Di te invece farò una grande nazione». Mosè allora supplicò il Signore… e disse: «Perché, Signore, si accenderà la tua ira contro il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto con grande forza e con mano potente? Perché dovranno dire gli Egiziani: “Con malizia li ha fatti uscire, per farli perire tra le montagne e farli sparire dalla terra”? Desisti dall’ardore della tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo. Ricordati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso e hai detto: “Renderò la vostra posterità numerosa come le stelle del cielo”».

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi (2, 20 – 3, 8)
Fratelli, siete voi la nostra gloria e la nostra gioia! Per questo, non potendo più resistere, abbiamo deciso di restare soli ad Atene e abbiamo inviato Timoteo, nostro fratello e collaboratore di Dio nel vangelo di Cristo, per confermarvi ed esortarvi nella vostra fede, perché nessuno si lasci turbare in queste prove… temendo che il tentatore vi avesse messi alla prova e che la nostra fatica non fosse servita a nulla. Ma, ora che Timoteo è tornato, ci ha portato buone notizie della vostra fede… E perciò, fratelli, in mezzo a tutte le nostre necessità e tribolazioni, ci sentiamo consolati a vostro riguardo, a motivo della vostra fede. Ora, sì, ci sentiamo rivivere, se rimanete saldi nel Signore.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni (8, 31-59)
Il Signore Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato… So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre»… Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato… Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché …è padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio». Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio… In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio… Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.


Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce

Chi è da Dio ascolta le parole di Dio.
Signore, ci hai dato tuo Figlio per fondare la Chiesa in questo mondo, e ci hai consegnato la Parola per guidarne la missione. Oggi più che mai – come ci ha detto il nostro Papa – dalle la forza di lasciarsi raggiungere dal tuo vangelo, e di saperlo trasmettere a tutte le generazioni. Per questo ti preghiamo… Rinnova, Signore, i nostri cuori!

Fratelli… nessuno si lasci turbare in queste prove.
Signore, stiamo vivendo un momento particolare, difficile per tutti, e che si prolunga nel tempo… Mai come ora, però, capiamo quanto sia preziosa una comunità di intenti e preghiera, come aiuto per sopportare queste ‘sfide’ alla nostra fede, e alla virtù cristiana della speranza. Per questo ti preghiamo… Rinnova, Signore, i nostri cuori!

Se rimarrete nella mia parola conoscerete la verità e la verità vi farà liberi.
Per conoscere la verità, bisogna rimanere fedeli alla Parola di Gesù. Aiutaci, Signore, a viverla, e a farla diventare una esperienza quotidiana, perché è nella fede vissuta e testimoniata che manifesta la sua forza. Per questo ti preghiamo… Rinnova, Signore, i nostri cuori!

Ma egli vide la loro angustia quando udì il loro grido…
Così recita il salmo. Quante – troppe! – volte, Signore, assistiamo a forme di violenza che generano sfiducia, miseria, sofferenza. Sostieni Papa Francesco nella sua visita in Iraq, perché possa segnare un altro passo per nuove vie di dialogo ed educazione a una convivenza pacifica. Per questo ti preghiamo… Rinnova, Signore, i nostri cuori!