Siamo arrivati così alla solennità vero centro della nostra fede e presupposto stesso della Chiesa: il volontario sacrificio di Gesù, Dio incarnato, che, portando a pieno compimento la ‘liberazione’ dalla schiavitù in Egitto di Israele, ha riaperto all’Umanità il perdono di Dio e insieme la possibilità di una vita senza fine.
Giovanni e Paolo vanno ‘oltre’ il momento del sacrificio del Signore Gesù e ne illuminano la ricaduta: capace di parlare secoli dopo e per sempre. Una fine scelta con consapevolezza, accettata pur conoscendone la ‘drammaticità’… ma che permette a Gesù di essere da sempre e per sempre la ‘via’ che porta al Padre grazie a questo corpo martirizzato e a questo sangue versato, divenuti il ‘nutrimento’ e la ‘bevanda’ capaci di dare vita, speranza, futuro, ma anche giustizia e pace a chi li ‘accetta’… E non solo: a essere il nutrimento di ogni comunità di fede, la vera e solida base della Chiesa, ma anche, allargando lo sguardo, di indicare che l’abbraccio di Dio da sempre vuole estendersi all’Umanità intera…
Lettura del libro del Deuteronomio (8, 2-3. 14b-16a)
Mosè parlò al popolo dicendo: «Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi. Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore. Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te l’acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri».
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi(10, 16-17)
Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.
Lettura del Vangelo secondo Giovanni (6, 51-58)
Il Signore Gesù disse alle folle dei Giudei: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico… Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo.
Signore, la Chiesa, nutrita del tuo Corpo, possa manifestare a tutti la potenza dell’Amore perché la divisione si trasformi in unità, e perché nel mondo ci possa essere pace. Ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!
L’uomo non vive soltanto di pane, ma di quanto esce dalla bocca del Signore.
Alla vigilia dell’oratorio estivo, la nostra Comunità prega per i giovani che si mettono al servizio dei più piccoli come educatori: il Signore doni loro la grazia di accogliere e ascoltare la sua Parola, guidi i loro passi e nutra il loro cuore, aiutandoli a fidarsi sempre del suo amore e dei suoi insegnamenti. Ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!
Questo è il pane disceso dal cielo. Chi mangia questo pane, vivrà in eterno.
Signore Gesù, ti lodiamo e ringraziamo ogni volta che ci nutriamo del tuo corpo sotto forma di pane, e beviamo il tuo sangue sotto forma di vino, perché con il tuo sacrificio ci hai redenti e chiamati alla santità. Aiutaci ad essere, a nostra volta, “pane spezzato” per gli altri. E per tutto questo ti preghiamo…Ascoltaci, Signore!
Ricordati di tutto il cammino che il Signore ti ha fatto percorrere.
Signore, anche oggi l’umanità cammina in un deserto in cui non c’è attenzione e disponibilità per gli altri, e chi non sta al passo è uno “scarto”, come diceva Papa Francesco. Resta vicino a noi in questo cammino, e aiuta l’umanità a non dimenticare che solo tu sei la destinazione del nostro vivere. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!

