6 settembre – Seconda Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Questa è una domenica importante perché introduce la settimana in cui la nostra Diocesi, nel nome di Maria Nascente, inizierà in Duomo l’anno pastorale 2026/2027. E la riflessione proposta dalle letture scelte ci porta contemplare la figura di Gesù che, con la sua risurrezione, ha aperto per i credenti la dimensione di una vita senza fine. La visione di Paolo si allarga poi sino a scorgere l’orizzonte ultimo nel quale il grande Male sarà debellato e, finalmente, «Dio sarà tutto in tutto». 

La stessa prospettiva in Isaia: un mondo di luce, giustizia, pace… Quando però? «A suo tempo lo farò rapidamente», risponde Dio:  ma sappiamo che i tempi di Dio non sono i nostri… Similmente Paolo parla della dura “battaglia” da combattere per vincere «ogni Principato e ogni Potenza e Forza».

E noi – come Chiesa e come credenti – viviamo il difficile momento del “già ma non ancora»: salvati ma sempre in presenza del Male. Lo vediamo tutti i giorni nelle ingiustizie, violenze, crudeltà…

Abbiamo però una promessa: «chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita». Ed è lo Spirito del Signore che guida ogni giorno il nostro cammino in quella direzione. Questa è la Speranza in cui crediamo.


Lettura del profeta Isaia (60, 16b-22)
Così dice il Signore Dio: «Saprai che io sono il Signore, il tuo salvatore e il tuo redentore… Farò venire oro anziché bronzo, farò venire argento anziché ferro, bronzo anziché legno, ferro anziché pietre. Costituirò tuo sovrano la pace, tuo governatore la giustizia. Non si sentirà più parlare di prepotenza nella tua terra, di devastazione e di distruzione entro i tuoi confini. Tu chiamerai salvezza le tue mura e gloria le tue porte. Il sole non sarà più la tua luce di giorno, né ti illuminerà più lo splendore della luna. Ma il Signore sarà per te luce eterna, il tuo Dio sarà il tuo splendore… saranno finiti i giorni del tuo lutto. Il tuo popolo sarà tutto di giusti, per sempre avranno in eredità la terra, germogli delle piantagioni del Signore, lavoro delle sue mani per mostrare la sua gloria. Il più piccolo diventerà un migliaio, il più insignificante un’immensa nazione; io sono il Signore: a suo tempo, lo farò rapidamente».

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (15, 17-2815, 17-28)
Fratelli, se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. Perciò anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare… Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita. Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza. È necessario infatti che egli regni finché «non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi». L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte… Però, quando dice che ogni cosa è stata sottoposta, è chiaro che si deve eccettuare Colui che gli ha sottomesso ogni cosa. E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anch’egli, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni (5, 19-24)
Il Signore Gesù riprese a parlare e disse: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita».


Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce

Perché Dio sia tutto in tutti.
Signore, ti preghiamo per la nostra Chiesa ambrosiana all’inizio del nuovo anno pastorale, perché, nel solco della proposta dell’Arcivescovo, sappia diventare il volto di una gioia che nasce dalla Speranza, e insieme della gioia di chi sa di essere, anche senza merito, amato sempre e comunque. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!

Beato il popolo che cammina alla luce del tuo volto.
Signore, la nostra bella Comunità – piccoli giovani adulti anziani – ricomincia con gioia il suo cammino  di una fede vissuta giorno per giorno, sapendo di camminare, come dice l’antico salmo di oggi, nella luce che viene dal Signore. Per questo con fiducia ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!

Il Signore sarà per te luce eterna.
Padre, siamo venuti alla luce per scoprire la luce di Cristo ed essere, a nostra volta, luce per gli altri. E, per vivere nella tua eterna luce, guidaci lungo il cammino a tale traguardo. E per questo preghiamo… Ascoltaci, Signore!

Non si sentirà più parlare di prepotenza, di devastazione e di distruzione.
Signore, come nel passato, anche oggi l’uomo senza di te non è capace di riconciliarsi né con se stesso né con gli altri. Aiuta ogni credente a scoprire e realizzare la pace salvifica di Cristo, incentrata sul perdono, perché a vincere possa essere il dialogo e la pace. E per questo preghiamo… Ascoltaci, Signore!