5 settembre – Prima Domenica dopo il Martirio di San Giovanni

Letture non facili da integrare, questa domenica. Cominciamo dal vangelo. Siamo agli inizi di Giovanni e questo brano viene subito dopo l’episodio di Nicodemo (dobbiamo rinascere dall’alto) e prima di quello della samaritana (l’eretica che annuncerà Gesù come Messia). Insomma: dobbiamo guardare “al cielo” e a chi “viene dal cielo”, ma dobbiamo anche testimoniare sapendo che veniamo “dalla terra”. La figura del Battista ci apre infatti anche un’altra prospettiva. Lui, al momento ben più conosciuto di Gesù, insegna – anche a noi oggi – come imparare a “diminuire” noi stessi per permettere agli altri di “crescere”. Nella famiglia, nelle nostre comunità, nella società tutta.

È solo nello Spirito del Signore che possiamo avere piena fiducia. E il nostro rapporto con il Signore non è improntato a paura e timore: abbiamo infatti un’alleanza nuova in Gesù, nostro “mediatore” presso il Padre. La citazione di Isaia sembrerebbe quasi una contraddizione. Ma a ben vedere non è così. In effetti, il Dio della vecchia alleanza, il “Dio degli eserciti”, tanto caro al popolo di Israele, rivela nei profeti il suo lato di una tenerezza e misericordia infinita, che quasi lo ‘costringono’ a rilanciare questa umanità intenta, in ogni epoca, a sfuggirgli sempre di mano.

Cosa fa dunque questo popolo? Cioè, cosa facciamo anche noi, oggi? “Si avvicina a me – confessa Dio – solo con la sua bocca e mi onora con le sue labbra, mentre il suo cuore è lontano da me e la (sua) venerazione è un imparaticcio di precetti umani”. E allora? Dio ci abbandona forse ai nostri ‘guai’? No. La risposta: “Perciò eccomi, continuerò a operare meraviglie e prodigi con questo popolo”…

Il Signore ci dia uno sguardo capace di scorgere anche oggi i segni di queste “meraviglie e prodigi” di un Dio che non tradisce mai


Letture sul sito della Diocesi: www.chiesadimilano.it/?p=465917

Lettura del profeta Isaia (29, 13-21)
Dice il Signore: «Poiché questo popolo si avvicina a me solo con la sua bocca e mi onora con le sue labbra, mentre il suo cuore è lontano da me e la venerazione che ha verso di me è un imparaticcio di precetti umani, perciò, eccomi, continuerò a operare meraviglie e prodigi con questo popolo…». Guai a quanti vogliono sottrarsi alla vista del Signore per dissimulare i loro piani, a coloro che agiscono nelle tenebre, dicendo: «Chi ci vede? Chi ci conosce?»… Forse il vasaio è stimato pari alla creta? Un oggetto può dire del suo autore: «Non mi ha fatto lui?» Certo, ancora un po’ e… udranno in quel giorno i sordi…, gli occhi dei ciechi vedranno. Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore, i più poveri gioiranno nel Santo d’Israele. Perché il tiranno non sarà più, sparirà l’arrogante, saranno eliminati quanti tramano iniquità, quanti con la parola rendono colpevoli gli altri, quanti tendono tranelli al giudice e rovinano il giusto per un nulla.

Lettera agli Ebrei (12, 18-25)
Fratelli, voi non vi siete avvicinati a qualcosa di tangibile né a un fuoco ardente né a oscurità, tenebra e tempesta, né a squillo di tromba e a suono di parole, mentre quelli che lo udivano scongiuravano Dio di non rivolgere più a loro la parola…». Lo spettacolo, in realtà, era così terrificante che Mosè disse: «Ho paura e tremo». Voi invece vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a migliaia di angeli, all’adunanza festosa e all’assemblea dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti…, a Gesù, mediatore dell’alleanza nuova, e al sangue purificatore, che è più eloquente di quello di Abele. Perciò guardatevi bene dal rifiutare Colui che parla, perché, se quelli non trovarono scampo per aver rifiutato colui che proferiva oracoli sulla terra, a maggior ragione non troveremo scampo noi, se volteremo le spalle a Colui che parla dai cieli.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni (3, 25-36)
Nacque una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire». Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.


Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce

Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio.
Signore, così come allora il Battista, la Chiesa oggi sappia essere con forza e coerenza la tua voce, ricordando però con umiltà che tu solo sei la Parola, e nulla può essere fatto senza la grazia del tuo Spirito. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!

Lui deve crescere e io, invece, diminuire.
Signore, la nostra Comunità possa interrogarsi seriamente sulle parole di un personaggio importante e seguito come il Battista, per liberarla, come tanto spesso il nostro Papa chiede, da ogni malumore, invidia, lite. E chi ha qualche carisma, lo usi per scoprire quelli degli altri, aiutandoli con generosità a crescere. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!

Chi crede nel Figlio ha la vita eterna.
Signore, nelle scelte più difficili impariamo a guardare in alto a te, perché una vita ridotta all’unico interesse personale possa invece aprirsi all’eternità. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!

Udranno in quel giorno i sordi… gli occhi dei ciechi vedranno.
In una confusione in cui sembra ci siano mille verità -e tutte diverse-, l’umanità ha bisogno di uno sguardo più profondo e libero. La tua grazia tocchi il cuore di ciascuno, e lo apra all’ascolto della tua Parola: per guardare il presente con i tuoi occhi, impiegare bene le proprie energie, e generare armonia anziché arroganza e divisione. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!