4 ottobre – Sesta Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Questa domenica le letture scelte ci chiedono una seria e personale verifica della nostra fede e della nostra vita in rapporto al Signore. Partendo, con Giobbe, dal costante problema di un Male che colpisce anche chi è innocente: e che tuttavia Giobbe non riferisce direttamente a una volontà malvagia di Dio, riconoscendo al contrario la propria ‘piccolezza’.

Dunque, la domanda per tutti i credenti diventa: “come comportarsi?”. E gli altri brani suggeriscono appunto lo ‘stile di vita’ del credente. 

Innanzitutto, ognuno di noi deve sentire di essere un vero “operaio” nella ‘vigna’ e nella ‘messe’ del Signore, chiamato ogni giorno alla ‘missione’ affidata da Gesù: ‘spendersi’ per difendere la dignità di ogni creatura, e dunque per la giustizia e la pace. Iniziando da noi stessi, le nostre famiglie, la nostra comunità, questo territorio, la società in cui viviamo. Così Paolo ai primi cristiani: e a noi oggi.

Il brano di Luca lo ribadisce con forza: questo è esattamente quanto il Signore chiede a ognuno di noi. Certo, secondo i suoi carismi, la sua storia, il suo stato di vita, dove risiede lavora e opera. Nelle scelte quotidiane come in quelle più serie dell’esistenza. Senza tirarsi mai indietro, e tuttavia mai da solo: ma seguendo sempre la Parola del Signore, grazie alla presenza del suo Spirito…


Lettura del libro di Giobbe (1, 13-21)
Un giorno accadde che, mentre i suoi figli e le sue figlie stavano mangiando e bevendo vino in casa del fratello maggiore, un messaggero venne da Giobbe e gli disse: «I buoi stavano arando e le asine pascolando vicino ad essi. I Sabei hanno fatto irruzione, li hanno portati via e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato soltanto io per raccontartelo». Mentre egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «Un fuoco divino è caduto dal cielo: si è appiccato alle pecore e ai guardiani e li ha divorati. Sono scampato soltanto io per raccontartelo». Mentre egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «I Caldei hanno formato tre bande: sono piombati sopra i cammelli e li hanno portati via e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato soltanto io per raccontartelo». Mentre egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «I tuoi figli e le tue figlie stavano mangiando e bevendo vino in casa del loro fratello maggiore, quand’ecco un vento impetuoso si è scatenato da oltre il deserto: ha investito i quattro lati della casa, che è rovinata sui giovani e sono morti. Sono scampato soltanto io per raccontartelo». Allora Giobbe si alzò e si stracciò il mantello; si rase il capo, cadde a terra, si prostrò e disse: «Nudo uscii dal grembo di mia madre, e nudo vi ritornerò. Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore!».

Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (2, 6-15)
Carissimo, il contadino, che lavora duramente, dev’essere il primo a raccogliere i frutti della terra. Cerca di capire quello che dico, e il Signore ti aiuterà a comprendere ogni cosa. Ricòrdati di Gesù Cristo, risorto dai morti, discendente di Davide, come io annuncio nel mio Vangelo, per il quale soffro fino a portare le catene come un malfattore. Ma la parola di Dio non è incatenata! Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto, perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. Questa parola è degna di fede: Se moriamo con lui, con lui anche vivremo; se perseveriamo, con lui anche regneremo; se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà; se siamo infedeli, lui rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso. Richiama alla memoria queste cose, scongiurando davanti a Dio che si evitino le vane discussioni, le quali non giovano a nulla se non alla rovina di chi le ascolta. Sfòrzati di presentarti a Dio come una persona degna, un lavoratore che non deve vergognarsi e che dispensa rettamente la parola della verità.

Lettura del Vangelo secondo Luca (17, 7-10)
Il Signore Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sèrvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».


Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce

Questa parola è degna di fede: se moriamo con lui, con lui anche vivremo.
Signore, il testamento dell’ apostolo Paolo sostenga la Chiesa nel trasmettere la fede in Cristo con la chiarezza, il coraggio e la tenacia del suo amore,  portando pace e consolazione in tutto il mondo. Ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!

Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare. 
Signore, aiuta la nostra Comunità a ricordare sempre che abbiamo ricevuto prima di dare, che siamo stati amati senza merito, ma ci è stato chiesto di ricambiare almeno un poco dell’amore che abbiamo ricevuto con il servizio per quelli che vivono intorno a noi e con noi. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!

Sfòrzati di presentarti a Dio come una persona degna.
Signore, aiutaci a raccogliere l’invito di Paolo a perseverare nella fede, nella preghiera e nelle opere, per essere degni del tuo amore, mantenendo sempre viva la speranza in te. E per questo preghiamo… Ascoltaci, Signore!

Preghiera per la pace…
A te, Signore, eleviamo la nostra preghiera perché i grandi del mondo rinuncino alle armi scegliendo la via del dialogo per il bene comune. Disarma i cuori dall’odio, dal rancore e dalla bramosia del potere, per essere – come diceva s. Francesco di cui ricorre oggi la festa – strumenti di pace, portando amore, perdono e speranza a tutti i popoli. Ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!