31 maggio – Santissima Trinità

Con la Trinità termina anche il cammino di memoria e accompagnamento spirituale attraverso il quale la liturgia domenicale ci aiuta a riflettere sui punti cruciali della nostra fede. Unica Chiesa a riconoscere un Dio complesso, tanto da essere accusata di ‘politeismo’, anche fra noi c’è qualche difficoltà: ma, alla fine, quando prego, a chi mi rivolgo? I brani di oggi cercano di aiutarci…

Iniziando da Esodo con Mosè in un momento in cui cerca di capire ‘da vicino’ quella stranezza: un roveto che brucia ma senza consumarsi… Succede a tutti, in un momento particolare della vita, di intuire qualcosa di molto speciale e inatteso: importante è avere coraggio senza spaventarsi, dando così al Signore la possibilità di ‘parlarci’. Ma chi è questo Dio? “Io-Sono”: concetto non facile da capire. Intuiamo però in queste parole una “Alterità” straordinaria, cui anche Gesù si riferirà alla fine della vita. Un Essere al di là di Tempo e Spazio, ma che cerca l’Uomo e vuole sempre comunicare… 

E lo fa incarnandosi, diventando, come in Giovanni, un Uomo, capace dargli testimonianza come un Dio “Padre”di tutti, che ogni giorno -personalmente e come chiesa piccola e grande- ci parla grazie allo Spirito e ci libera dalla paura, guidandoci alla verità. Sapremo, come Mosè, accettare questa sfida e lasciarci avvicinare da un Amore che brucia senza estinguersi?


Lettura del libro dell’Esodo (3, 1-15)
Mentre Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb. L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva per il fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a osservare questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?». Il Signore vide che si era avvicinato per guardare; Dio gridò a lui dal roveto: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Non avvicinarti oltre! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo!». E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si coprì il volto, perché aveva paura di guardare verso Dio. Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido…: conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa… Perciò va’! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!». Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e far uscire gli Israeliti dall’Egitto?». Rispose: «Io sarò con te. Questo sarà per te il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte». Mosè disse a Dio: «Ecco, io vado dagli Israeliti e dico loro: “Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi”. Mi diranno: “Qual è il suo nome?”. E io che cosa risponderò loro?». Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io-Sono mi ha mandato a voi”». Dio disse ancora a Mosè: «Dirai agli Israeliti: “Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe, mi ha mandato a voi”. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione».

Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8, 14-17)
Fratelli, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni (16, 12-15)
Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».


Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce

Quando verrà, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità.
Signore, la Trinità è il mistero in cui chiedi alla Chiesa di credere con un grande atto di fede. Aiutala ad imparare a fidarsi, anche senza comprendere, e a lasciarsi guidare da chi, dopo averci donato la salvezza della Croce, ci ha lasciato anche l’amore e la sapienza dello Spirito. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Signore, nostro Dio!

Se siamo figli, siamo anche eredi di Dio.
Signore, la nostra Comunità ti ringrazia perché col Battesimo accogli come figli i piccoli Amalia, Edoardo, Eithan, Fiona, Gilberto, Matilde e Olimpia. Dona alle loro famiglie, madrine e padrini, la forza e la costanza di camminare con Gesù, per testimoniare con coerenza di vita la scelta fatta oggi, nella certezza che il suo amore è il dono più prezioso. Ti preghiamo… Ascoltaci, Signore nostro Dio!

Io sarò con te.
Nel segno della Croce, che indica il suo mistero, la Trinità ci aiuti nel cammino di fede iniziato con il Battesimo, perché questo Amore Uno e Trino dimori in noi e ci renda capaci di diffonderlo nel mondo. E per questo preghiamo… Ascoltaci, Signore nostro Dio!

Ho osservato la miseria del mio popolo… conosco le sue sofferenze.
Signore, aiuta chi insegue ad ogni costo ricchezze, potere e gloria ad assumersi la responsabilità delle sofferenze causate a chi non può difendersi E non può più sperare più nulla perché manca di tutto. Aiuta anche noi a reagire davanti al male e a trovare la strada per la vera condivisione che non conosce confini né differenze. Ti preghiamo… Ascoltaci, Signore nostro Dio!