Questa domenica segue quella in cui abbiamo ricordato la morte di Giovanni e la liturgia, infatti, coglie Gesù proprio in questo momento cruciale. Giovanni è morto: “chi è dunque costui?” si chiede Erode. Siamo a un ‘passaggio’ anche nel rapporto del credente con Dio. Un “servo” sia pure amato come appare nelle parole di Isaia, oppure un “figlio della luce”, come dice Paolo?
In realtà, Dio è un Padre che ama tutti i suoi figli, promettendo loro da sempre “nuovi cieli e nuova terra” in cui il Male non sia più presente. Ma sarà Gesù, un Dio incarnato, a parlare di un “regno di Dio” già presente alle folle che lo seguono, fermandosi a “guarire” tutti quelli che erano, sono e saranno “bisognosi di cure”.
E la Chiesa nascente, da Paolo a oggi, spiega cosa vuol dire essere “figli della luce”: avere un Paraclito, un Difensore -dunque lo Spirito- che, anche nelle difficoltà più serie, ci aiuta concretamente a far crescere “bontà, giustizia e verità” in ogni tempo e luogo.
Lettura del profeta Isaia (65, 13-19)
Così dice il Signore Dio: «Ecco, i miei servi mangeranno e voi avrete fame…berranno e voi avrete sete…gioiranno e voi resterete delusi… giubileranno per la gioia del cuore, voi griderete per il dolore del cuore… Lascerete il vostro nome come imprecazione fra i miei eletti: “Così ti faccia morire il Signore Dio”. Ma i miei servi saranno chiamati con un altro nome. Chi vorrà essere benedetto nella terra, vorrà esserlo per il Dio fedele; chi vorrà giurare nella terra, giurerà per il Dio fedele, perché saranno dimenticate le tribolazioni antiche, saranno occultate ai miei occhi. Ecco, infatti, io creo nuovi cieli e nuova terra; non si ricorderà più il passato, non verrà più in mente, poiché si godrà e si gioirà sempre di quello che sto per creare, poiché creo Gerusalemme per la gioia… esulterò di Gerusalemme, godrò del mio popolo. Non si udranno più in essa voci di pianto, grida di angoscia».
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (5, 6-14)
Fratelli, nessuno vi inganni con parole vuote: per queste cose infatti l’ira di Dio viene sopra coloro che gli disobbediscono. Non abbiate quindi niente in comune con loro. Un tempo infatti eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate di capire ciò che è gradito al Signore. Non partecipate alle opere delle tenebre, che non danno frutto, ma piuttosto condannatele apertamente. Di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare, mentre tutte le cose apertamente condannate sono rivelate dalla luce: tutto quello che si manifesta è luce. Per questo è detto: «Svégliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà».
Lettura del Vangelo secondo Luca (9, 7-11)
In quel tempo. Il tetrarca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elia», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo. Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce
Le folle lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
Signore ti preghiamo per la nostra Chiesa. Il tuo Spirito aiuti Papa Leone perché, in un mondo in grande sofferenza, possa continuare a essere vero punto di riferimento in cui si parla ancora di speranza, si crede nel futuro, e si cerca di curare le ferite provocate dalle ingiustizie e violenze di ogni giorno. Ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!
Comportatevi come figli della luce.
Signore, perché la nostra Comunità sappia essere luce del mondo; capace di annunciare il tuo regno essendo allo stesso tempo accogliente verso tutti; capace di raccontare le tue parole di vita eterna e ugualmente di prendersi cura di chiunque abbia bisogno di noi, ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!
Nel Signore gioisce il nostro cuore”.
L’Antifona del Salmo di questa domenica possa fare breccia nei nostri cuori superando ostacoli, dubbi e paure, per iniziare un dialogo vivo e costante con il Signore e godere del suo infinito amore. E per questo preghiamo… Ascoltaci, Signore!
Non si udranno più… voci di pianto, grida di angoscia.
Signore, la promessa di cieli e terra nuovi è una promessa che ci chiede di affidarci a te, di custodire l’amore che ci è stato donato e di farcene carico, per dare il nostro contributo alla costruzione del tuo regno, qui e oggi. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!

