Festa dei santi Innocenti martiri
Singolari i brani di questa domenica, che fanno riflettere sulla vita ma anche sulla morte, così spesso intimamente legate. Geremia vede profeticamente un giorno di ‘liberazione’ in cui le lacrime saranno asciugate proprio in un momento difficile di Israele, un momento di schiavitù in terra straniera … Certo, c’era stato un ‘tradimento’, un ‘peccato’ verso il Signore. E una punizione: ma sempre fatta con “affetto” da parte di Dio, con un cuore “commosso” per la sua “tenerezza”!
Ecco una profezia che però noi sappiamo ormai divenuta realtà con l’incarnazione del piccolo Gesù. Piccolo, ma già così “pericoloso” da far attentare subito alla sua vita: la strage di tanti innocenti. Che non può non far pensare ai nostri tempi bui: agli annegati in cerca di futuro, alle stragi di guerre insensate, ai piccoli deportati e rubati alle famiglie, ai troppi orfani indifesi, ai bambini-soldato… Quante lacrime, anche oggi: praticamente ovunque sulla nostra terra, anche se in modo diverso.
Parole di speranza nel brano di Paolo. Siamo sottoposti “alla caducità” fin dall’inizio della creazione -certo-, ma anche consapevoli di avere con noi un Dio/Padre ed essere figli adottivi suoi: “eredi di Dio, coeredi di Cristo”.
Dobbiamo capirne la grandezza: senza spaventarci, ma per… viverla!
Lettura del profeta Geremia (31, 15-18. 20)
Così dice il Signore: «Una voce si ode a Rama, un lamento e un pianto amaro: Rachele piange i suoi figli, e non vuole essere consolata… perché non sono più». Dice il Signore: «Trattieni il tuo pianto, i tuoi occhi dalle lacrime… C’è una speranza per la tua discendenza – oracolo del Signore –: i tuoi figli ritorneranno nella loro terra. Ho udito Èfraim che si lamentava: “Mi hai castigato e io ho subito il castigo come un torello non domato. Fammi ritornare e io ritornerò, perché tu sei il Signore, mio Dio”. Non è un figlio carissimo per me Èfraim, il mio bambino prediletto? Ogni volta che lo minaccio, me ne ricordo sempre con affetto. Per questo il mio cuore si commuove per lui e sento per lui profonda tenerezza».
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8, 14-21)
Fratelli, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria. Ritengo infatti che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità… nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
Lettura del Vangelo secondo Matteo (2, 13b-18)
Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio». Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: «Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più».
Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce
Giuseppe prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto.
Come Giuseppe, la Chiesa universale sappia, senza indugio, custodire e testimoniare la fede cristiana in ogni angolo, anche difficile, del mondo, e per questo preghiamo… Ascoltaci, Signore!
Fratelli voi avete ricevuto lo Spirito che vi rende figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: ‘Abba padre’.
Signore Gesù, aiutaci a riflettere, come Comunità, sulle ragioni profonde del nostro camminare insieme: la tua presenza fra noi del tuo Spirito che ci consente di poterci rivolgere a Dio come “Padre” e che fa di noi dei ‘fratelli’ e delle ‘sorelle’. Preghiamo… Ascoltaci, Signore!
Il nostro aiuto è nel nome del Signore.
Così il Salmo. Signore, la tua benedizione scenda su di me e su tutta l’umanità, perché, sull’esempio dei Santi che hanno dato la loro vita per la fede, sappiamo riconoscere la via dell’Amore che Cristo ci ha indicato anche in mezzo alla sofferenza e all’ingiustizia. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!
Un grido è stato udito in Rama: un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli perché non sono più.
Signore Gesù, anche oggi, ogni giorno, quanti “pianti e lamenti grandi”: quante piccole vite perdute in guerre senza fine, quanti innocenti tolti alle famiglie e deportati, quanti annegati cercando un futuro migliore… Il tuo Spirito soffi forte su questo mondo cieco e crudele!! Ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!

