27 marzo – Quarta Domenica di Quaresima, del cieco

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Letture conosciutissime anche queste. Nuovamente ha un grande significato l’acqua. Fonte di vita, come chiarisce il brano di Esodo, tanto da creare fra gli Ebrei alle prese con il deserto una sorta di ribellione: contro Mosè, ma, alla fine, contro Dio stesso, mettendone in dubbio la capacità di star vicino al suo popolo comunque, in ogni circostanza. Come al contrario avverrà di fatto, facendo sgorgare l’acqua da una roccia…

E sempre l’acqua tiene la scena nel racconto di Giovanni. L’acqua della piscina di Siloe che permette a un cieco di “vedere”: cosa negatagli dalla nascita.  Ovviamente, qui è in gioco una cecità fisica -totale-, che allude a una cecità spirituale, ma nello stesso tempo Gesù se ne serve per cancellare definitivamente un legame, del tutto sbagliato, fra dolore, malattia, morte e peccato. Nessuno ha peccato causando la cecità di quest’uomo e nessuna malattia, nessun male fisico viene direttamente da Dio come punizione (pensiamo a quanto alcuni dicevano nella pandemia!). L’acqua allude invece al battesimo, che “lava” il peccato originale e ci restituisce a una vita bella da spendere per sé e per gli altri: Siloe vuol dire infatti “inviato”, siamo inviati alla vita!

San Paolo sembra parlare a noi oggi: quando ci sembrava avere “pace e sicurezza”, proprio allora la “rovina” pare colpirci… E tuttavia, ripete l’apostolo: “Dio non ci ha destinati alla sua ira, ma ad ottenere la salvezza per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo”.

Non senza il nostro aiuto, però: “perciò confortatevi a vicenda e siate di aiuto gli uni agli altri, come già fate”. Speriamo di esserne capaci…


Lettura del libro dell’Esodo (17, 1-11)
Tutta la comunità degli Israeliti levò le tende dal deserto di Sin, camminando di tappa in tappa, secondo l’ordine del Signore… Ma non c’era acqua da bere per il popolo. Il popolo protestò contro Mosè: «Dateci acqua da bere!». Mosè disse loro: «Perché protestate con me? Perché mettete alla prova il Signore?»… Il popolo mormorò contro Mosè e disse: «Perché ci hai fatto salire dall’Egitto per far morire di sete noi, i nostri figli e il nostro bestiame?». Allora Mosè gridò al Signore, dicendo: «Che cosa farò io per questo popolo? Ancora un poco e mi lapideranno!». Il Signore disse a Mosè: «Passa davanti al popolo e prendi con te alcuni anziani d’Israele. Prendi in mano il bastone con cui hai percosso il Nilo, e va’! Ecco, io starò davanti a te là sulla roccia, sull’Oreb; tu batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà». Mosè fece così, sotto gli occhi degli anziani d’Israele. E chiamò quel luogo Massa e Merìba, a causa della protesta degli Israeliti e perché misero alla prova il Signore…

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi (5, 1-11)
Riguardo ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti sapete bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte. E quando la gente dirà: «C’è pace e sicurezza!», allora d’improvviso la rovina li colpirà, come le doglie una donna incinta; e non potranno sfuggire. Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro. Infatti siete tutti figli della luce e figli del giorno; noi non apparteniamo alla notte, né alle tenebre. Non dormiamo dunque come gli altri, ma vigiliamo e siamo sobri. Quelli che dormono, infatti, dormono di notte; e quelli che si ubriacano, di notte si ubriacano. Noi invece, che apparteniamo al giorno, siamo sobri, vestiti con la corazza della fede e della carità, e avendo come elmo la speranza della salvezza. Dio infatti non ci ha destinati alla sua ira, ma ad ottenere la salvezza per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Egli è morto per noi perché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui. Perciò confortatevi a vicenda e siate di aiuto gli uni agli altri, come già fate.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni (9, 1-38b)
Passando, il Signore Gesù vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio… Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista»… Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi.. Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!»… I Giudei… chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo… Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga… Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Noi sappiamo che  quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «…Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto… Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. Gesù … quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!».


Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce

È in te la sorgente della vita, alla tua luce vediamo la luce.
Così il Salmo ci ricorda che solo tu, Signore, sei la fonte della verità e dell’amore. Aiuta la Chiesa ad accogliere ogni essere umano, così com’è: senza pregiudizi, guardandolo con gli stessi occhi di Gesù -che sono gli occhi del cuore-, e riconoscendo te in ogni persona che chiede aiuto. Per questo ti preghiamo…  Illumina, Signore, i nostri cuori!

Il Signore è in mezzo a noi sì o no?
Signore, aiuta la nostra Comunità a mantenere viva la fiducia nella tua presenza in mezzo a noi. Fai che possiamo sempre trovarti anche nei momenti più difficili, quando la paura trattiene dall’agire e la delusione allontana la speranza. Per questo ti preghiamo… Illumina, Signore, i nostri cuori!

Tu credi nel figlio dell’uomo?
Cosa ti possiamo rispondere oggi, Signore? Che siamo come questo cieco, e facciamo fatica a vedere il buono che ogni giorno avviene anche in mezzo alla violenza e al dolore di cui siamo spettatori angosciati… Dai anche a noi occhi nuovi per avvertire, nonostante tutto, la reale presenza del tuo Spirito in mezzo a noi. Per questo ti preghiamo… Illumina, Signore, i nostri cuori!

C’è pace e sicurezza! Allora la rovina li colpirà…
Oggi è accaduto in Ucraina e la guerra minaccia il mondo intero. Signore, il tuo Spirito ispiri ai cuori dei responsabili di questa catastrofe gesti di distensione che aprano spazi di dialogo: per fermare la logica di una ritorsione e vendetta portatrici di morte e distruzione.
E finalmente si possa parlare di pace! Per questo ti preghiamo… Illumina, Signore, i cuori nostri e di tutti!