26 aprile – Quarta Domenica di Pasqua

Le letture di questa domenica – dedicata alla “vocazione” e quindi alla “testimonianza” – sono non a caso tutte del Nuovo Testamento, tutte brevi: ma tutte davvero importanti.

Dal vangelo, breve ma che pone la domanda fondamentale: chi è il Signore? E Gesù usa l’immagine ben nota del “pastore” che dona la vita per le sue pecore e le conosce bene. Ma, anche, che sa di averne altre che non conoscono e verso le quali ha lo stesso compito: guidarle, per avere alla fine un solo Gregge e un solo Pastore. Ma come, Signore, da solo? I brani di Atti e Paolo fanno capire quali siano stati i passi delle prime comunità cristiane, partendo dal diversificare i compiti interni alle comunità in Atti. Fondamentale la riflessione di Paolo sulla ‘missione’ che è di tutti: solo la comunità, proprio per le diverse articolazioni, può “annunciare“ la buona notizia cristiana: nella preghiera, nella testimonianza di vita, nella formazione, e anche nell’accettare di essere tutti “inviati” in quella “missione” quotidiana che è la vita di ogni giorno.


Lettura degli Atti degli Apostoli (6, 1-7)
Aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove. Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola». Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàe Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani. E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.

Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (10, 11-15)
Fratelli, dice la Scrittura: «Chiunque crede in lui non sarà deluso». Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato». Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? E come lo annunceranno, se non sono stati inviati? Come sta scritto: «Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni (10, 11-18)
Il Signore Gesù disse ai farisei: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».


Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce

Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama.
Signore, grazie per il dono di questo Pontefice che, in un mondo in cui prevale la violenza come strumento di gestione delle relazioni, chiede a tutti i credenti di impegnarsi in prima persona perché la pace diventi il modo in cui ciascuno di noi vive nell’amore. la propria quotidianità Ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!

Come ne sentiranno parlare senza che qualcuno lo annunci?
Signore, nel ricordo di tutte le persone che nella nostra Comunità hanno costruito, accolto, ascoltato, sostenuto, illuminato, potremo trovare il coraggio e la forza di continuare un cammino di speranza e carità da trasmettere a chi verrà dopo di noi. Per questo ti ringraziamo e ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!

Chiunque crede i lui non sarà deluso.
Signore Gesù, nell’affidarti i nostri dubbi, paure e debolezze, accresci in noi la fede ed aiutaci a professarla per la salvezza di ogni credente, per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!

Ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare.
Signore Gesù, non sei un pastore esclusivo. Il tuo cuore cerca chi è fuori, smarrito o lontano. Aiuta quanti decidono di fare della propria vita un dono mettendosi al servizio del tuo Vangelo, per creare ponti e non muri così che tutti possano ascoltare la tua voce. Ti preghiamo…Ascoltaci, Signore!