25 gennaio – Festa della santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

Una domenica importante nella Chiesa e nella vita civile, dato che la famiglia è anche la pietra costitutiva della società. Certamente, per chi crede, questa valenza è ancora più forte e motivata: infatti chi crede ha da sempre, come il Siracide attesta – e siamo nel secondo secolo A.C. – un riguardo e una attenzione particolare nel rispettare le figure generative del padre e della madre. E tuttavia, come vediamo, tutto si pone comunque nell’ottica di una grande apertura verso tutti gli altri: poveri, malati, afflitti, defunti…

San Paolo lo ridice in termini più ‘moderni’ o per meglio dire “cristiani” invitando i convertiti a considerarsi “un solo corpo” nella gioia, crescendo insieme, guardando agli altri “rivestiti della carità” in Cristo, e vivendo questa attenzione anche all’interno del nucleo familiare.

E il vangelo? Il vangelo testimonia come anche questa così particolare famiglia di Nazareth si sia posta nel suo tempo senza clamore, senza segni particolari, seguendo le regole di allora, in totale umiltà. Ma come fosse comunque riconosciuta, perché sempre accompagnata dallo Spirito: cioè dalla presenza del Padre. 

Al quale affidiamo anche oggi tutte le nostre famiglie quali siano e insieme quelle che vivono nel nostro territorio…


Lettura del libro del Siracide (7, 27-30. 32-36)
Onora tuo padre con tutto il cuore e non dimenticare le doglie di tua madre. Ricorda che essi ti hanno generato: che cosa darai loro in cambio di quanto ti hanno dato? Con tutta l’anima temi il Signore e abbi riverenza per i suoi sacerdoti. Ama con tutta la forza chi ti ha creato e non trascurare i suoi ministri. Anche al povero tendi la tua mano, perché sia perfetta la tua benedizione. La tua generosità si estenda a ogni vivente, ma anche al morto non negare la tua pietà. Non evitare coloro che piangono e con gli afflitti mostrati afflitto. Non esitare a visitare un malato, perché per questo sarai amato. In tutte le tue opere ricordati della tua fine e non cadrai mai nel peccato.

Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi (3, 12-21)
Fratelli, scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi dunque di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie!… Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori. E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre. Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come conviene nel Signore. Voi, mariti, amate le vostre mogli e non trattatele con durezza. Voi, figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore. Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino.

Lettura del Vangelo secondo Luca (2, 22-33)
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio «una coppia di tortore o due giovani colombi», come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.


Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce per la festa della famiglia

Ascoltaci, Padre buono!

  1. Preghiera per le famiglie stravolte dalla guerra
    Signore Gesù, principe della pace, proteggi chi soffre per la guerra e la povertà. Tocca i cuori di chi provoca dolore e rendici operatori di pace, capaci di alleviare le sofferenze e combattere l’indifferenza.  Ascoltaci, Padre buono!
  1. Preghiera per i genitori che affidano a Dio il futuro dei loro figli
    Signore Gesù, guida i nostri figli e ispira i nostri cuori affinché possiamo accompagnarli con amore, ascolto e saggezza, aiutandoli a scoprire i talenti che hai dato loro e a usarli per il bene di tutti. Ascoltaci, Padre buono!
  1. Preghiera per i nonni che hanno i nipoti nella mente e nel cuore
    Padre, affidiamo a te i nostri nipoti, tesori della nostra vita. Custodiscili con amore e guidali nel loro cammino, mentre il nostro affetto possa diventare preghiera e protezione per il loro futuro. Ascoltaci, Padre buono!
  1. Preghiera per chi ha il cuore ferito dalla separazione
    Signore, consola chi soffre per la separazione e la solitudine. Aiutali a curare il cuore ferito, a ritrovare equilibrio, speranza e fiducia nell’amore e nelle relazioni, passo dopo passo. Ascoltaci, Padre buono!
  1. Preghiera per le famiglie colpite da un evento tragico
    Signore, sostieni chi affronta malattia e dolore in famiglia. Dona loro forza, speranza e un amore più intenso, e fa’ che il tuo conforto giunga loro attraverso persone sincere e vicine, capaci di illuminarne i giorni difficili. Ascoltaci, Padre buono!
  1. Preghiera per i bambini prossimi al Battesimo
    Signore, ti affidiamo Adriano, Gabriele, Giovanni, Iris, Leonardo e Vittoria, che si preparano a ricevere il dono del Battesimo. Custodiscili nel tuo amore, accompagnali con la luce del tuo Spirito e fa’ che, sostenuti dalle loro famiglie e dalla comunità cristiana, crescano nella fede, nella gioia e nella pace. Ascoltaci, Padre buono!