Siamo arrivati alla Quaresima: serio momento di riflessione personale e comunitario sul nostro rapporto con il Signore. Che chiede sincerità: quanto e quale posto Dio ha realmente nella nostra vita? E quale peso ha in essa la nostra condiscendenza verso il male e dunque il ‘peccato’? Anche Gesù ha avuto a che fare con tutto questo, come emerge soprattutto nel vangelo di Matteo: tentazioni quotidiane come la fame, ma ben più gravi come vere ‘sfide’ a Dio che si concretizzano in volontà di potere e ricchezza…
Le nostre tentazioni di sempre. Difficili gestirle certo, come anche Paolo riconosce indicando però che, in Gesù, ogni momento può essere il “giorno della salvezza”. Ma, come?
Le antichissime parole che Isaia -profeticamente- suggerisce al credente di ogni tempo sono chiarissime: Dio chiede a ognuno di noi di guardare con attenzione alla vita ‘reale’ che ci scorre intorno e alle miserie spirituali e materiali che -da vicino e da lontano- incontriamo. Per dare il nostro concretissimo contributo a sanarle. Siamo avvertiti: ci sono tanti modi di digiunare e di fare ‘penitenza’ e non tutti sono graditi al nostro misericordioso -e giusto- Padre celeste…
Lettura del profeta Isaia (58, 4b-12b)
Così dice il Signore: «Non digiunate più come fate oggi, così da fare udire in alto il vostro chiasso. È forse come questo il digiuno che bramo…? Piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per letto, forse questo vorresti chiamare digiuno e giorno gradito al Signore? Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti? Allora la tua luce sorgerà come l’aurora, la tua ferita si rimarginerà presto…Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”. Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore all’affamato, se sazierai l’afflitto di cuore… allora il Signore ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà le tue ossa; sarai come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono».
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (5, 18 – 6, 2)
Fratelli, tutto questo viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio. Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: «Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso». Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!
Lettura del Vangelo secondo Matteo (4, 1-11)
Il Signore Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce
Ti guiderà sempre il Signore.
Signore, proprio all’inizio della Quaresima, la Chiesa sappia ricordare a sé stessa e a tutti i credenti che Cristo la guiderà e la proteggerà sempre se sapremo convertire il nostro cuore allo stile dell’Amore: segno di misericordia e di generosità. Per questo ti preghiamo… Converti, Signore, i nostri cuori!
In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori.
Signore, con il Battesimo chiami i piccoli Edoardo, Margherita e Pietro nella tua Chiesa. Con l’aiuto dello Spirito Santo, la nostra Comunità, le loro famiglie, madrine e padrini siano loro modello e guida perché possano crescere nella fede e poter essere con la loro vita veri ambasciatori del tuo Vangelo. Ti preghiamo… Converti, Signore, i nostri cuori!
Non metterai alla prova il Signore Dio tuo.
Signore, perché la Quaresima sia per ciascuno di noi quel deserto vissuto da Gesù, in cui fare fiorire una fede autentica, fatta di vero affidamento a Dio: senza pretese, dubbi e richieste di segni tangibili, ti preghiamo… Converti, Signore, i nostri cuori!
E’ piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique.
Signore, è di questo digiuno che abbiamo bisogno. Perché misericordia e accoglienza possano risolvere i conflitti, aiutare chi è in difficoltà e chi è costretto a vivere nelle diverse schiavitù di questi tempi. Con tutto il cuore il cuore ti preghiamo…Converti, Signore, i nostri cuori!

