Questa domenica la liturgia ci fa riflettere su un Dio Padre di tutti, ma che ha ben presente che il Male ha contaminato l’Umanità. Tanto da ‘pentirsi’ per una Creazione che pare perduta. Tanto da voler cancellare tutto. E tuttavia deciso a ‘riprovare’ salvando per ogni creatura una ‘coppia’ capace di ri-dare vita.
Come sappiamo, il Signore giurerà poi di non ricorrere mai a più questa azione. E l’incarnazione di Gesù ha significato proprio questo: l’ultima possibilità data all’Umanità – e quindi insieme al Creato, la cui cura all’umanità è stata data – di salvarsi. Il vangelo parla proprio di questo: il Male comunque c’è :e ci sarà fino all’ultimo giorno.
Paolo, da canto suo, indica però – con la sua consueta ‘passione’ – la via che Gesù stesso ha indicato: quella del ‘suo’ Spirito che dona alle nostre giornate la ‘luce’ del bene e insieme anche la ‘forza’ necessaria al cammino da percorrere.
Lettura del libro della Genesi (6, 1-22)
Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni intimo intento del loro cuore non era altro che male, sempre. E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. Il Signore disse: «Cancellerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato e, con l’uomo, anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito di averli fatti». Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore… Dio disse a Noè: «È venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra… è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra. Fatti un’arca di legno di cipresso; dividerai l’arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori. Ecco come devi farla… io sto per mandare il diluvio, cioè le acque… per distruggere sotto il cielo ogni carne in cui c’è soffio di vita… Ma con te io stabilisco la mia alleanza. Entrerai nell’arca tu e con te i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli. Di quanto vive, di ogni carne, introdurrai nell’arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te: siano maschio e femmina. Degli uccelli, secondo la loro specie, del bestiame, secondo la propria specie, e di tutti i rettili del suolo, secondo la loro specie, due di ognuna verranno con te, per essere conservati in vita. Quanto a te, prenditi ogni sorta di cibo da mangiare e fanne provvista: sarà di nutrimento per te e per loro». Noè eseguì ogni cosa come Dio gli aveva comandato.
Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (5, 16-25)
Fratelli, vi dico: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è Legge. Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.
Lettura del Vangelo secondo Luca (17, 26-30. 3
Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva».
Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce
Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, ma chi la perderà la manterrà viva.
Gesù usa parole forti ma chiare: quando, come al tempo di Noé, ognuno pensa unicamente ai propri interessi, il risultato non può che essere disastroso. Lo vediamo anche oggi, come sottolinea il Papa nella sua Enciclica. Lo Spirito lo assista perché le sue parole tocchino la mente e il cuore di tutti noi e possano davvero diventare “vita”. Preghiamo… Ascoltaci, Padre buono!
Fratelli, vi dico: camminate secondo lo Spirito.
Signore, la nostra vita troppo spesso scorre in modo superficiale: senza attenzioni, senza domande. Aiutaci come Comunità ad accogliere lo Spirito per camminare con il cuore libero, verso una vita che si rinnova nell’impegno quotidiano: una vita di carità. Per questo ti preghiamo…Ascoltaci, Padre buono!
Lo stolto pensa: “Dio non c’è”.
Signore perdona le nostre incredulità e condotte, dissipa ogni nostro dubbio, accresci in noi la fede, converti i nostri cuori e le nostre menti al tuo amore, per renderci simili a tuo figlio Gesù, a lode e gloria del tuo nome. E per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Padre buono!
Ma la terra era corrotta e piena di violenza.
Signore Dio, ancora oggi la nostra terra è ferita da guerre, violenze, ingiustizie causate dal nostro egoismo e smania di successo e potere. Ti preghiamo aiutaci a guarire i nostri cuori induriti! Donaci la forza di essere operatori di pace e di giustizia, perché le nostre azioni parlino al mondo del tuo amore gratuito per tutti. Ti preghiamo… Ascoltaci, Padre buono!

