19 novembre – Seconda Domenica di Avvento

I figli del Regno

Figli del Regno”? Nelle domeniche passate, la Chiesa ha spesso evocato questa parola: “Regno”.  Con la maiuscola, ma non “di questo mondo”. Un Regno che sarà davvero tale solo alla fine dei tempi… E dunque, in quale modo ne possiamo mai esser “figli”? Questa la prima domanda.

Siamo credenti in cammino verso quel “Regno” in cui “Dio sarà tutto in tutti”, come ci ha detto san Paolo la domenica scorsa. Viviamo infatti nel “tempo della Chiesa”, in cui Gesù ha già rivoluzionato il rapporto fra l’umanità e il Creato stesso e Dio, ma in cui è ancora ben presente -come vediamo tutti i giorni- il “Male”: grande, e anche piccolo, quotidiano…

Cosa ci dicono le tre letture? Innanzitutto di “svegliarci”: quanto male anche nel passato dell’umanità sin da principio! Eppure la vita è continuata e il Signore è sempre stato presente nella storia umana tenendone in mano il ‘filo’. Comunque, il ‘male’ si può e si deve contrastare e Dio -il “consolatore” di Isaia- si è incarnato per questo: per darci con il suo Spirito la forza per contrastarlo e la speranza per sostenerci nelle prove. E il compito dato all’apostolo Paolo è ora il nostro come singoli e come comunità: testimoniare questa speranza dove viviamo. Anche in una società largamente scristianizzata come la nostra: anzi, particolarmente in questa…


Lettura del profeta Isaia (51, 7-12a)
Così dice il Signore Dio: «Ascoltatemi, esperti della giustizia, popolo che porti nel cuore la mia legge. Non temete l’insulto degli uomini, non vi spaventate per i loro scherni; poiché le tarme li roderanno come una veste e la tignola li roderà come lana, ma la mia giustizia durerà per sempre, la mia salvezza di generazione in generazione. Svégliati, svégliati, rivèstiti di forza, o braccio del Signore. Svégliati come nei giorni antichi, come tra le generazioni passate. Non sei tu che hai fatto a pezzi Raab, che hai trafitto il drago? Non sei tu che hai prosciugato il mare, le acque del grande abisso, e hai fatto delle profondità del mare una strada, perché vi passassero i redenti? Ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con esultanza; felicità perenne sarà sul loro capo, giubilo e felicità li seguiranno, svaniranno afflizioni e sospiri. Io, io sono il vostro consolatore»

Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (15, 15-21)
Fratelli, su alcuni punti, vi ho scritto con un po’ di audacia, come per ricordarvi quello che già sapete, a motivo della grazia che mi è stata data da Dio per essere ministro di Cristo Gesù tra le genti, adempiendo il sacro ministero di annunciare il vangelo di Dio perché le genti divengano un’offerta gradita, santificata dallo Spirito Santo. Questo dunque è il mio vanto in Gesù Cristo nelle cose che riguardano Dio. Non oserei infatti dire nulla se non di quello che Cristo ha operato per mezzo mio per condurre le genti all’obbedienza, con parole e opere, con la potenza di segni e di prodigi, con la forza dello Spirito. Così da Gerusalemme e in tutte le direzioni fino all’Illiria, ho portato a termine la predicazione del vangelo di Cristo. Ma mi sono fatto un punto di onore di non annunciare il Vangelo dove era già conosciuto il nome di Cristo, per non costruire su un fondamento altrui, ma, come sta scritto: «Coloro ai quali non era stato annunciato, lo vedranno, e coloro che non ne avevano udito parlare, comprenderanno».

Lettura del Vangelo secondo Matteo (3, 1-12)
In quei giorni venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaia quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!». E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».


Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce

Dio l’ha fondata per sempre.
Così il salmo. Il Regno dei cieli, Signore, è il progetto di radunare tutti coloro che vogliono divenire tuoi figli nella fede. Progetto che è già qui, oggi, nella Chiesa che hai fondato, una Comunità che, grazie al tuo aiuto, cerca la comunione con te, e insieme quella degli uomini e donne tra loro. Per questo ti preghiamo…Vieni, Signore Gesù!

Convertitevi perché il regno dei cieli è vicino.
Convertirsi, vuol dire uscire da se stessi, e rivolgere cuore e sguardo verso Dio. In questo tempo di Avvento, Signore, la nostra Comunità sia capace di lasciarsi avvolgere dal tuo amore che salva, pronta a cambiare vita per seguire le tue vie. Per questo ti preghiamo… Vieni, Signore Gesù!

Io, io sono il vostro consolatore.
Nelle ore di solitudine, nelle notti di inquietudine, ricordaci, Signore, che tu sei sempre con noi: nostro rifugio e la nostra forza, consolatore che lenisce le nostre pene e asciuga le nostre lacrime. Per questo ti preghiamo…Vieni, Signore Gesù!

La mia giustizia durerà per sempre, la mia salvezza di generazione in generazione.
Benedici, Signore, tutti coloro che cercano un rapporto sincero e fedele con te per trovare la via della giustizia. E perché l’ascolto e l’accoglienza della tua Parola rafforzi l’impegno e la perseveranza nel diffondere la tua promessa di salvezza, ti preghiamo… Vieni, Signore Gesù!