Domenica della Parola di Dio
Ci crediamo, noi cristiani, al nostro Dio e alla sua Parola? Una domanda di oggi ma, come appare dalla prima lettura, una domanda di sempre… Perché è difficile – sempre e da sempre – credere senza ‘vedere’ e ‘toccare con mano’ ciò che va ben oltre la nostra ‘umanità’. E la Chiesa ci propone questa riflessione nella giornata che, proprio sulla Parola di Dio, celebra la preghiera comune di tutte le Chiese cristiane per la pace, ricordando che il primo miracolo del Signore è avvenuto nel contesto pieno di speranza e di gioia di un matrimonio!
Che si tratti dell’abbondante acqua -acqua ‘della vita’ nel deserto- che sgorga da un macigno oppure degli 80/120 litri d’acqua che diventano un vino eccellente, non cambia di molto. Crediamo ancora nella speranza cristiana di un Dio Padre sempre vicino anche quando la società appare affaticata dai troppi individualismi che generano indifferenza e violenza a tutti i livelli?
San Paolo ci racconta tutte le difficoltà dei primi cristiani: “nella speranza siamo stati salvati”. Infatti, ci è chiesto di sperare “quello che non vediamo”: e quanto è difficile… Ma, sottolinea “l’Apostolo delle genti”, abbiamo in noi lo Spirito di Gesù che “viene in aiuto della nostra debolezza”: ed è lui che ci insegna “come pregare”. E questo la Chiesa lo ripete a noi: discepoli di oggi…
Lettura del libro dei Numeri (20, 2. 6-13)
Mancava l’acqua per la comunità: ci fu un assembramento contro Mosè e contro Aronne. Allora Mosè e Aronne si allontanarono dall’assemblea per recarsi all’ingresso della tenda del convegno; si prostrarono con la faccia a terra e la gloria del Signore apparve loro. Il Signore parlò a Mosè dicendo: «Prendi il bastone; tu e tuo fratello Aronne convocate la comunità e parlate alla roccia sotto i loro occhi… tu farai uscire per loro l’acqua dalla roccia e darai da bere alla comunità e al loro bestiame». Mosè dunque prese il bastone che era davanti al Signore, come il Signore gli aveva ordinato. Mosè e Aronne radunarono l’assemblea davanti alla roccia… Mosè alzò la mano, percosse la roccia con il bastone due volte e ne uscì acqua in abbondanza; ne bevvero la comunità e il bestiame. Ma il Signore disse a Mosè e ad Aronne: «Poiché non avete creduto in me…voi non introdurrete quest’assemblea nella terra che io le do.
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8, 22-27)
Fratelli, sappiamo che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Nella speranza infatti siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo? Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza. Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.
Lettura del Vangelo secondo Giovanni (8, 22-27)
Vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore…Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto… chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.
Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce
E colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito… secondo i disegni di Dio.
Signore, lo Spirito Santo soffi forte su tutte le Chiese Cristiane, aiutandole a superare divisioni e rancori per manifestare al mondo la bellezza dell’unità e insieme a costruire, come continua a ripetere papa Leone, la pace nel nome di Cristo Gesù. Ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!
Non indurite il cuore.
Così il Salmo. Signore, aiuta la nostra Comunità a non perdere la speranza di fronte alla realtà del mondo, ma a perseguire il compito che Gesù ci ha affidato: aprire il cuore, essere portatori di pace, accogliere nel suo nome chiunque ci chieda aiuto. Per questo preghiamo… Ascoltaci, Signore!
Qualsiasi cosa vi dica, fatela.
Maria, nostra madre, insegnaci e aiutaci a fidarci di Gesù e ad affidarci a lui attraverso il discernimento, l’obbedienza e l’offerta, secondo la logica evangelica della croce. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!
Non hanno vino …
Signore, il mondo è sconvolto dall’egoismo e dall’avidità di pochi. Converti i loro cuori perché, come Maria, sappiano sentire compassione per chi è in difficoltà e scoprano che la vera ricchezza sta nel condividere. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!

