14 marzo – Quarta Domenica di Quaresima

Domenica del Cieco

Il Vicario episcopale per la città di Milano mons. Carlo Azzimonti sarà con noi per la Messa delle 10:30, che viene anche trasmessa in diretta sul nostro canale YouTube.


Nuovamente, abbiamo a che fare con l’acqua. Questa volta non si tratta dell’acqua “viva” della samaritana che dissetava per sempre, ma di un’acqua con cui lavarsi. Sempre molto speciale, perché capace di ridare la vista… Tutto il lungo e noto racconto del vangelo è giocato su vedere e non vedere, cecità e riacquisto della vista, guarigione doppiamente stra-ordinaria perché avvenuta su un “cieco dalla nascita”… Questo tema si intreccia con quello del “peccato”, e tocca un tasto ben vivo anche ora: che i grandi guai della vita e della storia – come per esempio oggi la pandemia – siano una “punizione” divina: il che deturpa, però, l’immagine che Gesù ci ha fatto conoscere di Dio come Padre misericordioso, che ama la vita, vuole a ogni costo la nostra salvezza, e non si ferma certo davanti a regole umane come quella del sabato

Si tratta di un brano dalla narrazione quasi ‘teatrale’, che però non deve distrarci dal suo significato profondo. In qualche modo, siamo tutti ‘ciechi dalla nascita’, perché così fragili davanti al male (il peccato ‘originale’): ma nel battesimo (l’acqua di Siloe), Gesù, con la sua morte e risurrezione, ci libera da quella patina impastata di terra (dalla terra siamo nati con Adam il ‘terroso’) che ci impedisce di ‘vedere’ ciò che Dio vuole da noi: cioè la nostra “santificazione” (san Paolo) per essere anche noi degli  “inviati”…. Nell’attesa di poter guardare il Signore “faccia a faccia” (Esodo).


Letture sul sito della Diocesi: https://www.chiesadimilano.it/?p=447056

Lettura del libro dell’Esodo (33, 7-11a)
Mosè prendeva la tenda e la piantava fuori dell’accampamento… e l’aveva chiamata tenda del convegno; appunto a questa tenda del convegno… si recava chiunque volesse consultare il Signore. Quando Mosè usciva per recarsi alla tenda, tutto il popolo si alzava in piedi… seguivano con lo sguardo Mosè, finché non fosse entrato nella tenda. Quando Mosè entrava nella tenda, scendeva la colonna di nube e restava all’ingresso della tenda, e parlava con Mosè. Tutto il popolo vedeva la colonna di nube,… e tutti si alzavano e si prostravano ciascuno all’ingresso della propria tenda. Il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come uno parla con il proprio amico.

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi (1Ts 4, 1b-12)
Fratelli, vi preghiamo e supplichiamo nel Signore Gesù… Voi conoscete quali regole di vita vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù. Questa infatti è volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dall’impurità, che ciascuno di voi sappia trattare il proprio corpo con santità e rispetto, senza lasciarsi dominare dalla passione, come i pagani che non conoscono Dio… Perciò chi disprezza queste cose… disprezza… Dio stesso, che vi dona il suo santo Spirito. Riguardo all’amore fraterno, non avete bisogno che ve ne scriva; voi stessi infatti avete imparato da Dio ad amarvi gli uni gli altri, e questo…vi esortiamo, fratelli, a progredire ancora di più e a fare tutto il possibile per vivere in pace, occuparvi delle vostre cose e lavorare con le vostre mani… e così condurre una vita decorosa di fronte agli estranei e non avere bisogno di nessuno.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 89, 1-38b)
Il Signore Gesù vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio… Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini… dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista»… Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi… Alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?»… Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei… chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «… Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei… Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: « Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «… Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «…Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!».


Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce

Questa infatti è la volontà di Dio, la vostra santificazione.
Papa Francesco ci ha messo in guardia contro le molte cose superflue, che la cultura di oggi propone come indispensabili. Donagli la forza per guidare la Chiesa sulla strada che Gesù ha indicato, santificando ogni nostra azione attraverso l’amore, come egli ci ha insegnato. Ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!

In che modo ti sono stati aperti gli occhi?
Signore Gesù, grazie di cuore per le guide che hai dato anche alla Chiesa ambrosiana nella persona del nostro Arcivescovo e dei suoi collaboratori che, giorno per giorno, in un mondo difficile e in continua evoluzione, cercano di darci uno sguardo positivo, indicandoci la via dell’impegno per il bene comune. Per questo ti ringraziamo e preghiamo… Ascoltaci, Signore…

Voi stessi avete imparato da Dio ad amarvi gli uni gli altri.
Signore, da più di un anno ormai, la pandemia ha cambiato molte le nostre abitudini creando problemi e disagi. Aiuta la nostra comunità a restare ferma nella fede e nella carità, cercando, come ci chiedi, di amarci gli uni gli altri. Ti preghiamo… … Ascoltaci, Signore!

Va a lavarti alla piscina di Siloe. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Anche noi siamo ciechi, quando ci lasciamo guidare da pregiudizi e interessi personali. Come l’acqua di Siloe ha aperto gli occhi al cieco, facendogli proclamare il suo “Credo”, così il Battesimo faccia di noi degli “inviati” capaci di esser portatori della tua luce. Ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!

In te è la sorgente della vita.
Così il salmo. Signore oggi ti affidiamo i nostri bambini e i ragazzi: aiuta i loro genitori, e chi si occupa della loro istruzione, a crescerli con amore e saggezza insieme a un esempio coerente, per guidarli verso una vita buona e felice. Per ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!