11 ottobre – Settima Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Ma quanta pazienza ha il nostro Dio nei confronti dell’umanità? Lui che rispetta un grappolo d’uva perché ancora ‘sugoso’, e dunque ‘utile’ (Isaia)? Lo stesso che vede bene anche noi oggi: dal cuore “insensibile”, “duri di orecchi”, che hanno “chiuso gli occhi” per far finta di non vedere la realtà? Risposta straordinaria da parte del nostro Padre misericordioso: “perché… io li guarisca!”.

Con tutto questo ha certamente a che fare anche la Chiesa di oggi – a tutti i livelli – continuando tuttavia a “seminare” come dice Paolo “beni spirituali” in totale “gratuità”! 

E per chi ha occhi che “vedono” e orecchi che “ascoltano”? Qui si inseriscono le parole del vangelo. La Parola arriva a tutti, ma per ‘portare frutto’ ci vuole la capacità di ‘accoglierla’. Noi siamo dunque questo “terreno” che può essere sassoso e arido, oppure ricco di spine… ma sempre ci è chiesto di non metterla ‘dopo’ i nostri interessi.  Perché solo allora potremo essere -come dice Paolo- dei veri discepoli: ognuno facendo crescere i doni ricevuti nel terreno buono della propria vita.


Lettura del profeta Isaia (65, 8-12)
Dice il Signore: «Come quando si trova succo in un grappolo, si dice: “Non distruggetelo, perché qui c’è una benedizione”, così io farò per amore dei miei servi, per non distruggere ogni cosa. Io farò uscire una discendenza da Giacobbe, da Giuda un erede dei miei monti. I miei eletti ne saranno i padroni e i miei servi vi abiteranno… Ma voi, che avete abbandonato il Signore, dimentichi del mio santo monte,… io vi destino alla spada; tutti vi curverete alla strage, perché ho chiamato e non avete risposto, ho parlato e non avete udito. Avete fatto ciò che è male ai miei occhi, ciò che non gradisco, l’avete scelto».

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (9, 7-12)
Fratelli, chi mai presta servizio militare a proprie spese? Chi pianta una vigna senza mangiarne il frutto? Chi fa pascolare un gregge senza cibarsi del latte del gregge? Io non dico questo da un punto di vista umano; è la Legge che dice così. Nella legge di Mosè infatti sta scritto: «Non metterai la museruola al bue che trebbia». Forse Dio si prende cura dei buoi? Oppure lo dice proprio per noi? Certamente fu scritto per noi. Poiché «colui che ara, deve arare sperando, e colui che trebbia, trebbiare nella speranza di avere la sua parte». Se noi abbiamo seminato in voi beni spirituali, è forse gran cosa se raccoglieremo beni materiali? Se altri hanno tale diritto su di voi, noi non l’abbiamo di più? Noi però non abbiamo voluto servirci di questo diritto, ma tutto sopportiamo per non mettere ostacoli al vangelo di Cristo. totale gratuità 

Lettura del Vangelo secondo Matteo (13, 3b-23)
Il Signore Gesù disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti». Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato… Così si compie per loro la profezia di Isaia che dice: “Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!”. Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano…Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».


Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce

Ecco, il seminatore uscì a seminare.
Signore, tu che non ti stanchi mai di gettare il seme della tua Parola nelle nostre vite! Con la forza del tuo Spirito, sostieni la Chiesa a continuare senza stancarsi la tua opera, per offrire ancora e sempre a tutti la possibilità di accoglierla, nella fedeltà al tuo amore per noi tue creature. Ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!

Tutto sopportiamo per non mettere ostacoli al vangelo di Cristo.
Signore, la nostra Comunità incontrerà nel suo cammino la terra arida, i rovi, i cattivi maestri che insidiano i cuori dei nostri ragazzi, ma, con il tuo aiuto, saprà camminare nella speranza alla ricerca del terreno buono che sempre tu ci prepari. Per questo ti preghiamo…Ascoltaci, Signore!

Chi ha orecchi, ascolti 
L’ascolto leale della tua Parola, Signore, ci aiuti a farla crescere in noi per poter superare le contraddizioni e tentazioni del mondo: e portare così frutto. Ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!

Ho chiamato e non avete risposto, ho parlato e non avete udito.
In un mondo assordante e ipertecnologico la voce di Dio non passi inosservata e raggiunga i cuori di molti che, con perfetta letizia e prontezza, rispondano così alla chiamata del Signore. E per questo preghiamo… Ascoltaci, Signore!