8 novembre – Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

Solennità

Questa domenica chiude un lungo periodo di riflessione sulla storia della Chiesa (e della fede) che la prossima settimana ci condurrà al tempo liturgico dell’Avvento: ‘attesa’ della venuta del Salvatore. 

E, in questo senso, i brani di oggi –in particolare il vangelo di Giovanni- lo anticipa nelle risposte di Gesù a Pilato. Un Re? Sì, è giusto usare questa parola: correggendola però per indicare un ruolo cruciale, ma non nel significato usuale.  Il suo compito, infatti, è quello di “dare testimonianza alla verità”. Pilato -come ricordiamo- risponderà con una domanda, che forse è ancora la nostra: ma cos’è poi questa Verità? Un termine che nel latino voleva dire “corrispondenza al reale”, ma nel greco antico della Bibbia ciò che è capace di rendere “palese quello che è nascosto”. 

E le letture di oggi cercano di indicare quello che può ‘sembrare ‘nascosto’ nella domanda che Dio stesso fa a Natan: possiamo forse pensare davvero di costruire noi una “casa” per il Signore, in cui magari ‘rinchiuderlo’? E comprendere dalle parole di san Paolo che Egli è Colui al quale tutto dobbiamo: “Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del Figlio, per mezzo del quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati”. 

La fede chiede proprio questo: andare ‘oltre’ l’apparenza e il limite umano, per intuire almeno quello che appare come ‘nascosto’: e aprirsi così a un mistero sempre capace di parlarci e di attrarci…


Lettura del secondo libro di Samuele (7, 1-6. 8-9. 12-14a. 16-17
Il re, quando si fu stabilito nella sua casa… disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te». Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: Così dice il Signore: “Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io infatti non ho abitato in una casa da quando ho fatto salire Israele dall’Egitto fino ad oggi; sono andato vagando sotto una tenda, in un padiglione”. Ora dunque dirai al mio servo Davide: Così dice il Signore degli eserciti: “Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande… Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile il trono del suo regno per sempre. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”». Natan parlò a Davide secondo tutte queste parole e secondo tutta questa visione.

Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi (1, 9b-14)
Fratelli, non cessiamo di pregare per voi e di chiedere che abbiate piena conoscenza della sua volontà, con ogni sapienza e intelligenza spirituale, perché possiate comportarvi in maniera degna del Signore, per piacergli in tutto, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio. Resi forti di ogni fortezza secondo la potenza della sua gloria, per essere perseveranti e magnanimi in tutto, ringraziate con gioia il Padre che vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce. È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore, per mezzo del quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni (18, 33c-37)
Pilato disse al Signore Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».


Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce

Il mio regno non è di questo mondo.
Signore Gesù, aiuta la Chiesa a riconoscere questo Regno che viene, per lasciarlo entrare nella propria vita. E aiutala a essere strumento al servizio di un Re morto per amore proprio per insegnarci a vivere d’amore. Preghiamo… Venga il tuo Regno, Signore!

Fratelli, non cessiamo di pregare per voi… perché possiate comportarvi in maniera degna del Signore.
Signore, oggi come Comunità, facciamo nostra la preghiera dell’apostolo Paolo. Liberaci dalla tentazione di vivere per compiacere noi stessi o il mondo. Rendici capaci di portare frutti concreti di carità e di bene, così che la nostra vita sia un continuo ringraziamento al Padre che ci ha chiamati a camminare insieme nella luce del tuo amore. Preghiamo… Venga il tuo Regno, Signore!

Liete parole mi sgorgano dal cuore.
Grazie a una celebrazione così ricca di canti di gioia e di preghiere di aiuto, siamo invitati a rendere onore e gloria a te, Signore Gesù, “Re dei re e Signore dei signori”, perché ci hai resi tutti degni di essere chiamati figli di Dio. E per questo preghiamo… Venga il tuo Regno, Signore!

Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce. 
Il Signore Gesù parla di ‘verità’ per spiegare a Pilato la sua incarnazione. Ma cosa è oggi “questa verità”? “Il Signore è il rifugio del povero”: così si è espresso il Papa nella giornata mondiale dei poveri. E vivere questa ‘verità’ vuol dire combattere miseria, ingiustizie, violenze, guerre… Perché chi guida le sorti di popoli possa ascoltare questa voce preghiamo… Venga il tuo Regno, Signore!