18 ottobre – Dedicazione del Duomo di Milano

Chiesa madre di tutti i fedeli ambrosiani

Come possiamo sentire vicina a noi la presenza Dio? Certamente esiste da sempre la preghiera personale, quella così frequente nell’Antico Testamento e così ricca di similitudini e di diversità nei mistici e mistiche di ogni tempo. Ma poi, altrettanto fondamentale è la preghiera comunitaria. E dunque della chiesa: che dal greco ‘ecclesìa’ significa ‘adunanza’. Non tanto un edificio, insomma, ma un gruppo: una comunità, appunto. L’Arcivescovo Tettamanzi aveva molto insistito su questo concetto: la chiesa siamo noi fedeli, vere “pietre vive’ delle nostre comunità.

E nel Vangelo, Gesù stesso chiama il Tempio “casa di preghiera”: da rispettare, da costruire, da far vivere in noi stessi nella quotidianità. Che è quello che dice con parole forti san Paolo: essere parti “nobili” delle nostre chiese mostrando di credere positivamente nella vita (“pronti per ogni opera buona”).

L’Apocalisse può chiudere la riflessione: quando -finalmente- saranno “fatte nuove tutte le cose”, non ci sarà più neppure la ‘casa’, ma un’unica “tenda” aperta a tutti: la “tenda di Dio con gli uomini”.


Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo ((1, 10; 21, 2-5))
Io, Giovanni, fui preso dallo Spirito nel giorno del Signore, e vidi la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva: «Ecco la tenda di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio. E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate». E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». E soggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono certe e vere».

Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (2, 19-22)
Carissimo, le solide fondamenta gettate da Dio resistono e portano questo sigillo: «Il Signore conosce quelli che sono suoi», e ancora: «Si allontani dall’iniquità chiunque invoca il nome del Signore». In una casa grande però non vi sono soltanto vasi d’oro e d’argento, ma anche di legno e di argilla; alcuni per usi nobili, altri per usi spregevoli. Chi si manterrà puro da queste cose, sarà come un vaso nobile, santificato, utile al padrone di casa, pronto per ogni opera buona. Sta’ lontano dalle passioni della gioventù; cerca la giustizia, la fede, la carità, la pace, insieme a quelli che invocano il Signore con cuore puro.

Lettura del Vangelo secondo Matteo (21, 10-17)
Mentre il Signore Gesù entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea». Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera”. Voi invece ne fate un covo di ladri». Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono, e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto: “Dalla bocca di bambini e di lattanti hai tratto per te una lode”?». Li lasciò, uscì fuori dalla città, verso Betània, e là trascorse la notte.


Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce

La mia casa sarà chiamata casa di preghiera.
Signore, ti preghiamo per la Chiesa ambrosiana e il nostro vescovo Mario, perché siano sempre aperti e accoglienti verso tutti quelli che si avvicinano a te. Preghiamo anche per papa Leone in questo momento di fragilità: sostenuto dalle nostre preghiere e dal nostro affetto, torni presto alla guida della tua Chiesa. Ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!

Cerca la giustizia, la fede, la carità, la pace, insieme a tutti quelli che invocano il Signore. 
Signore, a volte guardiamo con sfiducia la realtà che ci circonda. Aiuta la nostra Comunità a non perdere la speranza, ricordando che il tuo Spirito ci offre ogni giorno strade lungo le quali, con la nostra testimonianza, possiamo essere fermento per cambiare la piccola parte del mondo che sta intorno a noi. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Signore! 

Chi è costui?
Signore Gesù, ancora oggi e nonostante tutto ci poniamo questa domanda. Sii paziente con noi, se fatichiamo a credere che tu sei il figlio di Dio e aiutaci a scoprire il tuo volto nell’altro. E per questo preghiamo…Ascoltaci, Signore!

Uno in Cristo, uniti nella missione.
E’ questo il  tema scelto da Papa Leone per la Giornata Missionaria mondiale che si celebra oggi. Padre ti affidiamo  tutti i Cristiani perché sappiano sempre tenere lo sguardo rivolto a Gesù, centro della vita di chi testimonia una comunità riconciliata, fraterna e solidale. Con tutto il cuore ti preghiamo…. Ascoltaci, Signore!