Le letture di questa domenica possono forse aiutarci guardando al nostro mondo diviso e pieno di tensioni che paiono crescere ogni giorno di più. Così, verrebbe spontaneo far nostra l’invocazione di Isaia: “Se tu (Signore) squarciassi i cieli e scendessi!!”. E forse lo facciamo davvero, anche quando lo preghiamo per far cessare le guerre… Ma il nostro Dio non è un Mago di cui ricordarsi quando le cose vanno male: del resto a causa della nostra ingordigia di denaro e potere, costi quel che costi…
Anzi, Gesù – Dio incarnato – ha fatto per più di trent’anni la sua difficile parte: ha parlato, camminato, guarito, addirittura richiamato alla vita…Sempre pregando continuamente. E poi l’ha donata per tutti. Certamente, è stato cercato con tenacia da folle numerose che lo ‘pedinavano’ con ogni mezzo.
Alla nostra meditazione possono allora forse servire le parole rivolte alla folla che lo inseguiva: “voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e ci siete saziati”.
Cosa è per noi, Gesù? E’ una presenza che sentiamo viva nella nostra vita quotidiana, oppure ci ricordiamo di lui quando ne ‘abbiamo bisogno’?…
Lettura del profeta Isaia (63, 19b – 64, 10)
Isaia pregò il Signore, dicendo: «Se tu squarciassi i cieli e scendessi! Davanti a te sussulterebbero i monti, come il fuoco incendia le stoppie e fa bollire l’acqua, perché si conosca il tuo nome fra i tuoi nemici, e le genti tremino davanti a te…Tu vai incontro a quelli che praticano con gioia la giustizia e si ricordano delle tue vie. Ecco, tu sei adirato perché abbiamo peccato contro di te da lungo tempo e siamo stati ribelli. Siamo divenuti tutti come una cosa impura, e come panno immondo sono tutti i nostri atti di giustizia; tutti siamo avvizziti come foglie, le nostre iniquità ci hanno portato via come il vento. Nessuno invocava il tuo nome, nessuno si risvegliava per stringersi a te; perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto, ci avevi messo in balìa della nostra iniquità. Ma, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci plasma, tutti noi siamo opera delle tue mani…Ecco, guarda: tutti siamo tuo popolo. Le tue città sante sono un deserto, un deserto è diventata Sion, Gerusalemme una desolazione. Il nostro tempio, santo e magnifico, dove i nostri padri ti hanno lodato, è divenuto preda del fuoco…».
Lettera agli Ebrei (9, 1-12)
Fratelli, anche la prima alleanza aveva norme per il culto e un santuario terreno. Fu costruita infatti una tenda, la prima, nella quale vi erano il candelabro, la tavola e i pani dell’offerta; essa veniva chiamata il Santo. Dietro il secondo velo, poi, c’era la tenda chiamata Santo dei Santi, con l’altare d’oro per i profumi e l’arca dell’alleanza tutta ricoperta d’oro, nella quale si trovavano un’urna d’oro contenente la manna, la verga di Aronne, che era fiorita, e le tavole dell’alleanza. E sopra l’arca stavano i cherubini della gloria… Disposte in tal modo le cose, nella prima tenda entrano sempre i sacerdoti per celebrare il culto; nella seconda invece entra solamente il sommo sacerdote, una volta all’anno…Lo Spirito Santo intendeva così mostrare che non era stata ancora manifestata la via del santuario, finché restava la prima tenda…Cristo, invece, è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d’uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.
Lettura del Vangelo secondo Giovanni (6, 24-35)
Quando la folla vide che il Signore Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce
“Io sono il pane della vita”.
Signore, ricordando il 19° anniversario di ordinazione episcopale del nostro arcivescovo Mario, Ti preghiamo per la nostra Chiesa ambrosiana, perché sappia trovare nell’eucarestia la sintesi di tutte le tue promesse, fondamentale momento di condivisione del pane della vita vera, che accoglie e include tutti coloro che vivono con noi e intorno a noi. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!
Signore, 14 coppie della nostra comunità con gratitudine ricordano davanti a te il giorno in cui hai benedetto il loro amore. Ravviva nei loro cuori la gioia del patto nuziale, e insieme a familiari e amici godano sempre della tua paterna benedizione. Ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!
Forse il Signore ci respingerà per sempre?
Così il salmo. Perché ognuno di noi, ricordando tutto il bene ricevuto nel passato, sappia custodire nel cuore la fede in Dio e nel suo amore anche e soprattutto nei periodi bui e difficili della vita, ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!
“Se tu squarciassi i cieli e scendessi!”
Così invoca il profeta Isaia. Signore, Molti popoli sono costretti a subire guerre, distruzioni e violenze. Aiuta chi ha causato queste situazioni, perché riconoscano le proprie responsabilità e aiutino a ricomporre la pace in questo mondo diviso. Ti preghiamo…Ascoltaci, Signore!

