2 agosto – Decima Domenica dopo Pentecoste

Questa domenica, la Chiesa ci fa ancora una volta riflettere su Dio e sul nostro rapporto con Lui: come singoli ma anche come comunità di fede. E su come questa percezione sia cambiata nel tempo. Nell’antichissimo Libro dei Re, le aspirazioni del potere politico coincidevano con la costruzione di “una casa al nome del Signore”. A Davide questo non riuscì, ma il tema fu ripreso  – con parole molto sagge – da Salomone. Dio è ben maggiore dello stesso Creato e dunque “è proprio vero che Dio abita sulla terra?”. Ecco: la casa servirà per pregare, mentre dalla sua “dimora in cielo” Dio “ascolta e perdona”.

Completamente diversa la prospettiva di Paolo: e quindi del Cristianesimo. Certo, anche Paolo sta costruendo una Chiesa: che però ha come fondamento Cristo stesso ed è, potremmo dire, costituita da credenti in cui il suo Spirito “abita” già.

Il breve brano di Marco coglie un momento particolare nel quale Gesù osserva – e commenta – la modalità con la quale i credenti del tempo stavano dando il loro contributo – economico – per il sostentamento del Tempio di Gerusalemme. E la sua critica sottolinea ancora una volta come non sia ‘ciò che appare’ a contare, ma solo ‘l’intenzione’ vera (e nascosta) di ognuno di noi,


Lettura del primo libro dei Re (8, 15-30)
Salomone disse: «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, che ha adempiuto quanto con la bocca ha detto a Davide, mio padre: “Da quando ho fatto uscire Israele, mio popolo, dall’Egitto, io non ho scelto una città fra le tribù d’Israele per costruire una casa… ma ho scelto Davide perché governi il mio popolo Israele”. Davide, mio padre, aveva deciso di costruire una casa al nome del Signore, Dio d’Israele, ma il Signore disse a Davide, mio padre: “…hai fatto bene a deciderlo; solo che non costruirai tu la casa, ma tuo figlio…”. Il Signore ha attuato la parola che aveva pronunciato: sono succeduto a Davide, mio padre…siedo sul trono d’Israele…e ho costruito la casa al nome del Signore. Vi ho fissato un posto per l’arca, dove c’è l’alleanza che il Signore aveva concluso con i nostri padri quando li fece uscire dalla terra d’Egitto». Poi Salomone si pose davanti all’altare… di fronte a tutta l’assemblea d’Israele e, stese le mani verso il cielo, disse: «Signore, Dio d’Israele, non c’è un Dio come te, né lassù nei cieli né quaggiù sulla terra! Tu mantieni l’alleanza e la fedeltà verso i tuoi servi che camminano davanti a te con tutto il loro cuore…”. Ora, Signore, Dio d’Israele, si adempia la tua parola, che hai rivolto al tuo servo Davide, mio padre! Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruito! Volgiti alla preghiera del tuo servo e alla sua supplica, Signore, mio Dio…! Siano aperti i tuoi occhi notte e giorno verso questa casa, verso il luogo di cui hai detto: “Lì porrò il mio nome!”. Ascolta la preghiera che il tuo servo innalza in questo luogo. Ascolta la supplica del tuo servo e del tuo popolo Israele, quando pregheranno in questo luogo. Ascoltali nel luogo della tua dimora, in cielo; ascolta e perdona!».

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (3, 10-17)
Fratelli, secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo. E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, l’opera di ciascuno sarà ben visibile: infatti quel giorno la farà conoscere, perché con il fuoco si manifesterà, e il fuoco proverà la qualità dell’opera di ciascuno. Se l’opera, che uno costruì sul fondamento, resisterà, costui ne riceverà una ricompensa. Ma se l’opera di qualcuno finirà bruciata, quello sarà punito; tuttavia egli si salverà, però quasi passando attraverso il fuoco. Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi».

Lettura del Vangelo secondo Marco (12, 41-44)
Seduto di fronte al tesoro, il Signore Gesù osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».


Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce

Nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo.
Signore, la Chiesa è il dono che tuo figlio Gesù ci ha lasciato perché, attraverso di essa, ogni credente trovi la strada per partecipare alla costruzione del Regno. Aiutala a restare salda sulle fondamenta che Cristo stesso ha posto. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Padre buono!

Santo è il tempio di Dio, che siete voi.
Signore, nella nostra Comunità, come in ogni comunità di credenti, lo Spirito di Cristo sostenga il nostro lavoro, il nostro agire, il nostro essere testimonianza della sua presenza tra noi. Per questo ti preghiamo…Ascoltaci, Padre buono!

Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra?
Una domanda antica e attuale: nel contesto in cui viviamo dove è mai la presenza di Dio? Sembrerebbe proprio di no… Il Signore Gesù ci aiuti a capire che ha dato a tutti la possibilità di scegliere fra il bene e il male e che tocca a me -e a noi- di vincere questa vera battaglia quotidiana. Ti preghiamo… Ascoltaci, Padre buono!

Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo, lei invece tutto quello che aveva.
Grazie, Signore, per i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i consacrati e le consacrate che, come la vedova del vangelo, ovunque nel mondo dedicano interamente la loro vita a Dio e al loro prossimo, diventando così testimoni. Di fede e di amore. E per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Padre buono!