Tre brani che rimandano alla presenza di Dio nel tempo e nella storia umana, ma anche alla percezione che ne abbiamo: iniziando dalla primissima comunità di fede di Mosè. Non facile farla nascere, ricordando il Mosè che “spezza” le prime tavole della ‘alleanza’. Anche in questo caso (come nel diluvio universale) Dio offre però una seconda possibilità. Quella di un Dio “misericordioso e pietoso”: e tuttavia lontano, il cui volto resta “invisibile” per questo popolo dalla “dura cervice”.
Quanta differenza con la lettura di Luca, in cui Gesù – Dio incarnato – richiama immediatamente al cuore del messaggio di questo Dio/Padre il cui comando è così difficile e insieme così semplice in ogni tempo: fare agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te…
Paolo parla alle prime comunità di convertiti e, quasi con le stesse parole usate oggi dalla nostra Chiesa, spiega con la sua consueta ‘passione’ che nella comunità cristiana tutti siamo “collaboratori di Dio” e che, con compiti diversi, la modalità finale è la stessa: la ‘missione’ dell’annuncio. E che questo è reso possibile grazie al suo fondamento, da non dimenticare mai: Gesù stesso.
Lettura del libro dell’Esodo (33, 18 – 34, 10)
Mosè disse al Signore: «Mostrami la tua gloria!». Rispose: «Farò passare davanti a te tutta la mia bontà e proclamerò il mio nome, Signore, davanti a te…». Soggiunse: «Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo». Aggiunse il Signore: «Ecco un luogo vicino a me. Tu starai sopra la rupe: quando passerà la mia gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano, finché non sarò passato. Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non si può vedere». Il Signore disse a Mosè: «Taglia due tavole di pietra come le prime. Io scriverò su queste tavole le parole che erano sulle tavole di prima, che hai spezzato… Mosè tagliò due tavole di pietra come le prime; si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai…Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà, …che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione». Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «… Sì, è un popolo di dura cervice, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità». Il Signore disse: «Ecco, io stabilisco un’alleanza: in presenza di tutto il tuo popolo…».
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (3, 5-11)
Fratelli, che cosa è mai Apollo? Che cosa è Paolo? Servitori, attraverso i quali siete venuti alla fede, e ciascuno come il Signore gli ha concesso. Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma era Dio che faceva crescere. Sicché, né chi pianta né chi irriga vale qualcosa, ma solo Dio, che fa crescere. Chi pianta e chi irriga sono una medesima cosa: ciascuno riceverà la propria ricompensa secondo il proprio lavoro. Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio. Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo.
Lettura del Vangelo secondo Luca (6, 20-31)
Il Signore Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo… Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi… Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro».
Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce
Infatti nessuno può porre un fondamento diverso… da Gesù Cristo.
Signore, rendi la tua Chiesa sempre più capace di costruire il tuo regno ogni giorno con opere di amore, giustizia e pace, perché la vita di quanti credono sia radicata in te e orientata alla tua volontà: roccia salda della nostra salvezza. Ti preghiamo… Ascoltaci, Padre buono!
Siamo infatti collaboratori di Dio e voi siete campo di Dio
Signore, ti ringraziamo per averci radunati in questa Comunità. E perché, riconoscendo e mettendo insieme i doni che hai dato a ciascuno, possiamo vivere la gioia della fraternità in Cristo ti preghiamo…Ascoltaci, Padre buono!
Da’ a chiunque ti chiede e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
Signore Gesù infondi in noi lo Spirito del tuo amore, per vivere e condividere con gioia la tua Parola, facendoci dono per gli altri senza pretesa alcuna, se non il bene del nostro prossimo. E per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Padre buono!
Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame.
Signore Gesù, nel discorso della montagna ci hai dato un nuovo decalogo, che non condanna nessuno, perché costruito sull’Amore. Aiutaci a non pensare solo a noi stessi, ma a essere capaci di ascoltare il dolore del mondo, di rifiutare l’ingiustizia, offrire comprensione e disponibilità senza chiedere nulla in cambio. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Padre buono!

