Tre brani che, iniziando da Genesi e dalla ‘creazione’ dell’umanità, parlano dell’uso sbagliato che la Creatura umana immediatamente ha fatto –e continua a fare- della sua “libertà”.
Nel vangelo di Giovanni, Gesù riprende poi con Nicodemo il filo del discorso, evidenziando in questo colloquio con un importante fariseo che lo segue -ma di notte temendo però di essere scoperto-, come nella vita esistano -sempre e da sempre- scelte impegnative dalle ricadute pesanti: la ricerca della “verità” si coniuga infatti con consapevolezza dell’esistenza del “male”, ma anche di una “luce” capace di illuminare queste “tenebre”,
Una “luce” però da cercare: e che in Paolo coincide con l’unico e vero “riscatto” possibile dal potere del male: la scelta della seconda Persona della Trinità di incarnarsi, giustificando con l’offerta di sé quel “peccato” che da sempre attira le Creature umane portandole alla “morte”. Perché il mondo possa essere così per sempre “salvato per mezzo di lui”.
Lettura del libro della Genesi (2, 4b-17)
Nel giorno in cui il Signore Dio fece la terra e il cielo nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata… Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente…Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male…Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire».
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (5, 12-17)
Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, e così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato… Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire. Ma… se per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo si sono riversati in abbondanza su tutti. E nel caso del dono non è come nel caso di quel solo che ha peccato: il giudizio infatti viene da uno solo, ed è per la condanna, il dono di grazia invece da molte cadute, ed è per la giustificazione… se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.
Lettura del Vangelo secondo Giovanni (3, 16-21)
Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce
Dio ha mandato il Figlio nel mondo perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Signore, la Chiesa stessa è frutto del tuo Amore, un Amore che arriva ovunque, perfino dove il mondo lo rifiuta. Sappia la Chiesa essere strumento vero di questo meraviglioso progetto di salvezza, nel quale nessuno -proprio nessuno- deve andare perduto. Per questo ti preghiamo…Ascoltaci, Padre buono!
Chi fa la verità viene verso la luce.
Signore Gesù, aiuta la nostra Comunità a non aver paura della verità. Donaci il coraggio essere noi stessi “verità” ogni giorno, perché le nostre parole e le nostre azioni siano un riflesso della tua luce capaci di portare speranza e pace a chi vive accanto e intorno a noi. Ti preghiamo… Ascoltaci, Padre buono!
Benedetto il Signore che dona la vita.
Così il salmo. E, in un mondo sempre più tecnologico e artificiale, abbiamo grande bisogno di fermarci: e riflettere seriamente come la vita e la straordinaria sua forza siano il grande e continuo dono di Dio, così da tutelarla, difenderla, aiutarla concretamente, senza differenze di sesso, colore della pelle, provenienza, età. E per questo vogliamo pregarti… Ascoltaci, Padre buono!
Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo custodisse.
Nell’ottavo centenario della sua morte, i giovani imparino da San Francesco d’Assisi a riconoscere l’amore di Dio in ogni creatura e nel creato, così da rispettare ogni forma di vita, custodirla e coltivarla come il Signore ha chiesto e per il bene di tutti. E per questo preghiamo… Ascoltaci, Padre buono!

