Domenica del Cieco
Una domenica che ci avvicina alla Pasqua e parla di cecità e di peccato, di buio ma anche di luce. E, anche se non siamo ‘ciechi nati’, come umanità capiamo bene cosa voglia dire.
Ma parla anche di altro, ed esattamente del nostro rapporto con il Signore. Un Dio ‘Padre’ ma lontano come nel Primo Testamento, tanto da non poter ‘sopportare’ la sua presenza, come racconta in Esodo il velo degli Israeliti? Paolo si sofferma su questo, ancora una volta mettendo in contraddizione una religiosità legata a una ‘legge’- sia pur data da Dio stesso-, con una spiritualità che consente, grazie a Gesù e alla sua morte e risurrezione, quella vera intimità con il Signore data dallo Spirito. Niente più velo, dunque, anzi un rapporto diretto “a viso scoperto” capace di “trasformarci di gloria in gloria” per l’azione dello Spirito.
Come appunto è accaduto per questo cieco nato: un buio totale dal quale però gli sarà consentito ‘uscire’ in modo miracoloso, ‘rinascendo’ come uomo nuovo -quasi in Genesi con la creazione di Adamo- tanto da poter poi essere ‘inviato’ come testimone (Siloe). Come ognuno di noi nel suo battesimo…
Lettura del libro dell’Esodo (34, 27 – 35, 1)
Il Signore disse a Mosè: «Scrivi queste parole, perché sulla base di queste parole io ho stabilito un’alleanza con te e con Israele». Mosè rimase con il Signore quaranta giorni e quaranta notti, senza mangiar pane e senza bere acqua. Egli scrisse sulle tavole le parole dell’alleanza, le dieci parole. Quando Mosè scese dal monte Sinai… non sapeva che la pelle del suo viso era diventata raggiante, poiché aveva conversato con lui. Ma Aronne e tutti gli Israeliti, vedendo che la pelle del suo viso era raggiante, ebbero timore di avvicinarsi a lui. Mosè allora li chiamò…Quando Mosè ebbe finito di parlare a loro, si pose un velo sul viso. Quando entrava davanti al Signore per parlare con lui, Mosè si toglieva il velo, fin quando non fosse uscito. Una volta uscito, riferiva agli Israeliti ciò che gli era stato ordinato. Gli Israeliti, guardando in faccia Mosè, vedevano che la pelle del suo viso era raggiante. Poi egli si rimetteva il velo sul viso, fin quando non fosse di nuovo entrato a parlare con il Signore. Mosè radunò tutta la comunità degli Israeliti e disse loro: «Queste sono le cose che il Signore ha comandato di fare».
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (3, 7-18)
Fratelli, se il ministero della morte, inciso in lettere su pietre, fu avvolto di gloria al punto che i figli d’Israele non potevano fissare il volto di Mosè a causa dello splendore effimero del suo volto, quanto più sarà glorioso il ministero dello Spirito?…Se dunque ciò che era effimero fu glorioso, molto più lo sarà ciò che è duraturo. Forti di tale speranza, ci comportiamo con molta franchezza e non facciamo come Mosè che poneva un velo sul suo volto… Ma le loro menti furono indurite; infatti fino ad oggi quel medesimo velo rimane, non rimosso, quando si legge l’Antico Testamento, perché è in Cristo che esso viene eliminato… ». Il Signore è lo Spirito e, dove c’è lo Spirito del Signore, c’è libertà. E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione dello Spirito del Signore.
Lettura del Vangelo secondo Giovanni (9, 1-38b)
In quel tempo. Passando, il Signore Gesù vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio…». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so»… era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé»… Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?»…«Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: … Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!».
Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce
Il Signore è lo Spirito, e dove c’è lo Spirito del Signore, c’è libertà.
Signore, lo Spirito Santo soffi forte sulla Chiesa, perché attraverso la sua azione, liberi il cuore di tutti i credenti dalla paura, dal male e dal bisogno di compiacere il mondo, rendendoli liberi di servire te e i fratelli nell’amore e nella gioia. Ti preghiamo… Converti, Signore, i nostri cuori!
Forti di tale speranza, ci comportiamo con molta franchezza.
Lo Spirito Santo, Signore, ci conduca come Comunità a convertire i cuori in questo cammino quaresimale per trasformare la nostra fede nella speranza della Pasqua di Resurrezione e viverla testimoniando l’amore e la carità ai quali ci chiami. Per questo ti preghiamo… Converti, Signore, i nostri cuori!
Tu credi nel Figlio dell’uomo?”. Egli rispose: ”E chi è, Signore, perché io creda in lui?
Signore, tu rispondi a questa domanda in ogni attimo della nostra giornata, donandoci segni della tua presenza dentro di noi e intorno a noi. Aiutaci ad aprire il cuore per ascoltarti e la mente per comprendere che sei l’unica via da seguire: e per non perderci nel buio di questa umanità, che sembra aver smarrito sé stessa. Per questo ti preghiamo… Converti, Signore, i nostri cuori!
Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte.
Signore, aiuta ogni persona a vedere la realtà con lo sguardo limpido e misericordioso di Gesù: che non giudica ma discerne il bene dal male. Perché il nostro mondo attraversato dalla confusione possa vedere la luce e costruire un mondo più giusto ti preghiamo… Converti, Signore, i nostri cuori!

