L’avvento del Natale del Signore – sempre sempre visto nell’ottica della Croce e della Risurrezione – complica non poco le riflessioni che ci sono proposte, mescolando le vicende del piccolo GesĂą che sta via via crescendo a quanto poi segnerĂ la sua vita in modo definitivo. Così abbiamo appena accompagnato GesĂą alla circoncisione e lo ritroviamo subito dopo a Nazaret intento a indicare ai suoi nella sinagoga ciò che Isaia aveva profetizzato dovesse accadere: ed era infatti accaduto. E questo anche se, fra due giorni, ci ritroveremo insieme ai Magi…
Eppure, c’è coerenza anche in queste scelte. E innanzitutto, tutte queste vicende sono tutte poste sotto il soffio continuo dello Spirito di Dio: la “sapienza” presente sin dalla creazione del mondo: anzi parte integrante di questa! Ed è ancora per la “potenza dello Spirito” che Gesù inizia la sua testimonianza del Padre nell’episodio del vangelo di Luca.
Ed è ancora grazie allo Spirito che “tende alla vita e alla pace” che noi, discepoli del Signore Gesù, possiamo oggi seguirlo nel nostro cammino terreno: “dal momento che lo Spirito” abita in noì!
Anche se non sempre siamo coscienti di un aiuto che ci precede, ci accompagna, e ci sostiene…
Lettura del libro del Siracide (24, 1-12)
La sapienza fa il proprio elogio, in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria. Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca, dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria: «Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo e come nube ho ricoperto la terra. Io ho posto la mia dimora lassù, il mio trono era su una colonna di nubi. Ho percorso da sola il giro del cielo, ho passeggiato nelle profondità degli abissi. Sulle onde del mare e su tutta la terra, su ogni popolo e nazione ho preso dominio. Fra tutti questi ho cercato un luogo di riposo, qualcuno nel cui territorio potessi risiedere. Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine, colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda e mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele”. Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creato, per tutta l’eternità non verrò meno… Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore è la mia eredità ».
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8, 3b-9a)
Fratelli, Dio, mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne, perché la giustizia della Legge fosse compiuta in noi, che camminiamo non secondo la carne ma secondo lo Spirito. Quelli infatti che vivono secondo la carne, tendono verso ciò che è carnale; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, tendono verso ciò che è spirituale. Ora, la carne tende alla morte, mentre lo Spirito tende alla vita e alla pace. Ciò a cui tende la carne è contrario a Dio, perché non si sottomette alla legge di Dio, e neanche lo potrebbe. Quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi.
Lettura del Vangelo secondo Luca (4, 14-22)
Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nà zaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.
Preghiere dei fedeli della ComunitĂ di Santa Croce
Lo Spirito del Signore mi ha mandato a proclamare l’anno di grazia del Signore.
Il 6 gennaio Papa Leone concluderà il Giubileo della Speranza. La Chiesa ha annunciato al mondo che Dio non è lontano, che la pace è sempre possibile, e che la misericordia è più forte del peccato. E perché, dopo la chiusura della Porta Santa, i nostri cuori possano restare aperti, Signore ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!
Il Verbo si fece carne, e venne ad abitare in mezzo a noi.
Signore, la tua presenza in mezzo a noi chiama a una scelta libera e consapevole. Concedi alla nostra ComunitĂ la grazia di accoglierti in GesĂą, Verbo Incarnato, per vivere pienamente come tuoi figli. Ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!
Egli mette pace nei tuoi confini e ti sazia con fiore di frumento.
Gesù ci doni pace nel riconoscere ed accettare i limiti della nostra condizione umana e insieme la sapienza indispensabile nel metterci alla sua sequela. Per questo preghiamo… Ascoltaci, Signore!
Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello spirito.
Signore lo Spirito sia la luce capace farci riflettere sulle conseguenze delle nostre decisioni: dai danni causati dalla cattiveria umana a quelli derivanti da distrazioni per ignoranza o negligenza. Ma grazie per tutti i gesti di attenzione e responsabilità capaci di portare ancora nel mondo aiuto e speranza. Ti preghiamo… Ascoltaci, Signore!
La nostra Comunità è vicina con affetto e nella preghiera alle famiglie di Sofia e Leonardo ricoverati in ospedale perché coinvolti nell’incendio di Crans-Montana del primo gennaio, senza dimenticare quelli che erano con loro e le loro famiglie. Per tutti preghiamo…Ascoltaci, Signore!

