1 gennaio – Solennità della Circoncisione del Signore

 Il Natale è appena passato e dunque la vita ‘umana’ di Gesù è iniziata. Non più cori di angeli o pastori adoranti, ma la vita del tutto ‘normale’ del neonato di una famiglia ebraica credente, e che segue quanto la tradizione chiede. Compresa la circoncisione: momento molto significativo nel quale è il padre a porre il nome al neonato. Poi ci sarà la presentazione al tempio… Come per tutti.

Per questo la liturgia pone vicino al brano di Numeri quello di Paolo ai Filippesi: certo, Gesù ebbe un aspetto per il quale, fin dall’inizio, “fu riconosciuto come uomo”. Ma solo perché – pur essendo Dio – “umiliò se stesso” per salvarci.

L’Antico Testamento, nella citazione del libro dei Numeri, sottolinea con forza -anche per noi oggi- che da sempre Dio guarda i suoi figli benedicendoli, cioè dicendo “bene” di loro e per loro: illuminando il loro cammino, seguendoli nella loro esistenza, dando loro la pace. Anche oggi, anche nelle difficoltà, anche nelle guerre…Non siamo abbandonati!


Lettura del libro dei Numeri (6, 22-27)
Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro: Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”. Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».

Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi (2, 5-11)
Fratelli, abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre.

Lettura del Vangelo secondo Luca (2, 18-21)

Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.


Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce

SIGNORE GESÙ, ALLA FINE DI QUESTO ANNO VOGLIAMO RINGRAZIARTI PER I GIORNI, FELICI COME ANCHE PROBLEMATICI E TRISTI, NEI QUALI COMUNQUE SEI STATO SEMPRE VICINO ALLA NOSTRA COMUNITÀ. IN PARTICOLARE:

  • GRAZIE PER I TANTI BAMBINI CHE IN QUESTO TERRITORIO SONO NATI.  GRAZIE PER I 39 CHE DAVANTI ALLA NOSTRA COMUNITÀ SONO STATI BATTEZZATI FACENDOLA CRESCERE  E DONANDOCI IL TUO SORRISO,
  • GRAZIE PER LE 9 COPPIE CHE SI SONO PREPARATE AL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO, – E IN PARTICOLARE PER QUELLA CHE A OGGI L’HA GIÀ CELEBRATO -, GRAZIE PERCHÉ MOSTRANO DI CREDERE NEL FUTURO E DI AFFIDARE A TE LA LORO FAMIGLIA,
  • GRAZIE PER I PICCOLI E MENO PICCOLI CHE STANNO CRESCENDO NELLA FEDE. GRAZIE SPECIALMENTE PER GLI 87 CHE HANNO PARTECIPATO PER LA PRIMA VOLTA ALLA MENSA EUCARISTICA, E PER I 64 CHE HANNO CONFERMATO PERSONALMENTE I LORO VOTI BATTESIMALI NELLA CRESIMA,
  • GRAZIE INFINE PER I NOSTRI ANZIANI CHE NON PERDONO LA SPERANZA DEL DOMANI, E CI INSEGNANO COME SOPPORTARE CON PAZIENZA CRISTIANA SOLITUDINE E MALATTIA, E PER I FRATELLI E LE SORELLE CHE ABBIAMO ACCOMPAGNATO ALL’ABBRACCIO DEL PADRE NEI 100 FUNERALI DI QUESTO ANNO.

SIGNORE GESÙ, GRAZIE DI TUTTI QUESTI DONI. TI AFFIDIAMO LA NOSTRA BELLA COMUNITÀ E INSIEME A LEI TUTTI QUELLI CHE VIVONO IN QUESTO TERRITORIO: ACCOMPAGNACI E CONTINUA A ILLUMINARE TU IL NOSTRO CAMMINO CON LA TUA PAROLA E GRAZIE ALLA PRESENZA TUO SPIRITO.

ASCOLTACI, SIGNORE!