{"id":2209,"date":"2022-07-26T09:18:11","date_gmt":"2022-07-26T08:18:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oratoriogasparebertoni.org\/2021\/?p=2209"},"modified":"2022-08-18T19:42:21","modified_gmt":"2022-08-18T18:42:21","slug":"21-agosto-undicesima-domenica-dopo-pentecoste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oratoriogasparebertoni.org\/2021\/liturgia\/21-agosto-undicesima-domenica-dopo-pentecoste\/","title":{"rendered":"21 agosto &#8211; Undicesima Domenica dopo Pentecoste"},"content":{"rendered":"<p>Questa volta, le letture ci fanno riflettere su un problema attuale: la persistenza del \u2018male\u2019, e il rimedio possibile. Su questo sono tornati questi giorni il Papa e anche il nostro Vescovo.<\/p>\n<p>La prima lettura e il vangelo parlano, infatti, di due delle possibili piaghe dell\u2019oggi e di sempre. Il Libro dei Re mette in scena l\u2019arroganza di un potere politico ed economico in cui chi comanda detta le regole, impone nefandezze, agisce usando insieme calunnia e violenza.<\/p>\n<p>Da parte sua, nel vangelo di Luca Ges\u00f9 ricorre alla notissima parabola di Lazzaro e dell\u2019ignoto \u201cricco epulone\u201d per avvertire che l\u2019abitudine all\u2019agiatezza rende \u2018ciechi\u2019 alle gravi difficolt\u00e0 anche di chi ci sta vicino. L\u2019epulone si accorger\u00e0 di Lazzaro solo quando avr\u00e0 bisogno di chiedergli qualcosa\u2026<\/p>\n<p>Colpisce, in entrambi i testi, la presenza tangibile di Dio che tutto conosce, fino nei minimi dettagli. E tuttavia non interviene magicamente dall\u2019alto, n\u00e9 per soccorrere il povero Nabot, n\u00e9 per suggerire all\u2019epulone di cambiare il suo sguardo. Dio, infatti, non \u00e8 quell\u2019Essere onnipotente che continuamente interverrebbe nel bene -e nel male- gestendo dall\u2019alto le vicende di questo mondo. Non \u00e8 cos\u00ec perch\u00e9 abbiamo la nostra libert\u00e0, e quindi anche delle responsabilit\u00e0 di cui tutti dovremo rendere conto alla fine.<\/p>\n<p>Nel bellissimo testo della lettera ai Romani, Paolo si inserisce esattamente in questo spazio libert\u00e0\/responsabilit\u00e0 per illuminare in modo straordinariamente suggestivo \u201ccome\u201d contrastare il \u2018male\u2019, come prevenirlo e, se necessario, combatterlo.<\/p>\n<p>Un promemoria da tener fisso davanti ai nostri occhi: personalmente, come comunit\u00e0 di fede, ma anche come comunit\u00e0 civile. Speranza, costanza, perseveranza sono dati di fede che per\u00f2 devono concretizzarsi in una umilt\u00e0 che sola pu\u00f2 creare fraternit\u00e0 vera, condivisione nella gioia e nel dolore, capacit\u00e0 di perdono e apertura verso tutti. La vera base che consente di \u201cvivere in pace con tutti\u201d.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Lettura del primo libro dei Re (21, 1-19)<\/strong><br \/>\nNabot di Izre\u00e8l possedeva una vigna che era a Izre\u00e8l, vicino al palazzo di Acab, re di Samaria. Acab disse a Nabot: \u00abCedimi la tua vigna; ne far\u00f2 un orto, perch\u00e9 \u00e8 confinante con la mia casa. Al suo posto ti dar\u00f2 una vigna migliore di quella, oppure, se preferisci, te la pagher\u00f2 in denaro al prezzo che vale\u00bb. Nabot rispose ad Acab: \u00abMi guardi il Signore dal cederti l\u2019eredit\u00e0 dei miei padri\u00bb. Acab se ne and\u00f2 a casa amareggiato e sdegnato per le parole dettegli da Nabot di Izre\u00e8l\u2026\u00bb\u2026 Entr\u00f2 da lui la moglie Gezabele e gli domand\u00f2: \u00abPerch\u00e9 mai il tuo animo \u00e8 tanto amareggiato\u2026?\u00bb. Le rispose: \u00abPerch\u00e9 ho detto a Nabot di Izre\u00e8l: \u201cCedimi la tua vigna per denaro, o, se preferisci, ti dar\u00f2 un\u2019altra vigna\u201d ed egli mi ha risposto: \u201cNon ceder\u00f2 la mia vigna!\u201d\u00bb. Allora sua moglie Gezabele gli disse: \u00abTu eserciti cos\u00ec la potest\u00e0 regale su Israele? \u00c0lzati, mangia e il tuo cuore gioisca. Te la far\u00f2 avere io la vigna di Nabot di Izre\u00e8l!\u00bb. Ella scrisse lettere con il nome di Acab, le sigill\u00f2 con il suo sigillo, quindi le sped\u00ec agli anziani e ai notabili della citt\u00e0&#8230; Nelle lettere scrisse: \u00abBandite un digiuno e fate sedere Nabot alla testa del popolo. Di fronte a lui fate sedere due uomini perversi, i quali l\u2019accusino: \u201cHai maledetto Dio e il re!\u201d. Quindi conducetelo fuori e lapidatelo ed egli muoia\u00bb. Gli uomini della citt\u00e0 di Nabot, gli anziani e i notabili che abitavano nella sua citt\u00e0, fecero come aveva ordinato loro&#8230; Bandirono un digiuno e fecero sedere Nabot alla testa del popolo. Giunsero i due uomini perversi, che si sedettero di fronte a lui. Costoro accusarono Nabot davanti al popolo affermando: \u00abNabot ha maledetto Dio e il re\u00bb. Lo condussero fuori della citt\u00e0 e lo lapidarono ed egli mor\u00ec&#8230; Appena Gezabele sent\u00ec che Nabot era stato lapidato ed era morto, disse ad Acab: \u00abSu, prendi possesso della vigna di Nabot di Izre\u00e8l, il quale ha rifiutato di dartela in cambio di denaro, perch\u00e9 Nabot non vive pi\u00f9, \u00e8 morto\u00bb\u2026 Acab si alz\u00f2 per scendere nella vigna di Nabot di Izre\u00e8l a prenderne possesso. Allora la parola del Signore fu rivolta a Elia il Tisbita: \u00abSu, scendi incontro ad Acab, re d\u2019Israele, che abita a Samaria&#8230; Poi parlerai a lui dicendo: \u201cCos\u00ec dice il Signore: Hai assassinato e ora usurpi!\u201d. Gli dirai anche: \u201cCos\u00ec dice il Signore: Nel luogo ove lambirono il sangue di Nabot, i cani lambiranno anche il tuo sangue\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (12, 9-18)<\/strong><br \/>\nFratelli, la carit\u00e0 non sia ipocrita: detestate il male, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nel fare il bene, siate invece ferventi nello spirito; servite il Signore. Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera. Condividete le necessit\u00e0 dei santi; siate premurosi nell\u2019ospitalit\u00e0. Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia; piangete con quelli che sono nel pianto. Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non nutrite desideri di grandezza; volgetevi piuttosto a ci\u00f2 che \u00e8 umile. Non stimatevi sapienti da voi stessi. Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti.<\/p>\n<p><strong>Lettura del Vangelo secondo Luca (16, 19-31)<\/strong><br \/>\nIl Signore Ges\u00f9 disse: \u00abC\u2019era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero mor\u00ec e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Mor\u00ec anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alz\u00f2 gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: \u201cPadre Abramo, abbi piet\u00e0 di me e manda Lazzaro a intingere nell\u2019acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perch\u00e9 soffro terribilmente in questa fiamma\u201d. Ma Abramo rispose: \u201cFiglio, ric\u00f2rdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui \u00e8 consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di pi\u00f9, tra noi e voi \u00e8 stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, n\u00e9 di l\u00ec possono giungere fino a noi\u201d. E quello replic\u00f2: \u201cAllora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perch\u00e9 ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perch\u00e9 non vengano anch\u2019essi in questo luogo di tormento\u201d. Ma Abramo rispose: \u201cHanno Mos\u00e8 e i Profeti; ascoltino loro\u201d. E lui replic\u00f2: \u201cNo, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andr\u00e0 da loro, si convertiranno\u201d. Abramo rispose: \u201cSe non ascoltano Mos\u00e8 e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti\u201d\u00bb.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Preghiere dei fedeli della Comunit\u00e0 di Santa Croce<\/strong><\/p>\n<p><em>Se non ascoltano Mos\u00e9 e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti.<\/em><br \/>\n\u00c8 duro il giudizio che Ges\u00f9 attribuisce ad Abramo. La Chiesa ricordi che il Signore, nella sua vita terrena, ha aspramente combattuto una fede basata su gesti clamorosi, quando non superstiziosi, fini a se stessi. \u00c8 la Parola di Ges\u00f9 che la illumina e la fa vivere, grazie allo Spirito. Per questo ti preghiamo\u2026 Ascoltaci, Signore!<\/p>\n<p>La tua grazia, Signore, accompagni la nostra Comunit\u00e0 nel seguire l&#8217;esortazione di Paolo, perch\u00e9 possiamo sperimentare fino in fondo il tuo amore e renderlo visibile intorno a noi nel territorio che abitiamo. Per questo ti preghiamo\u2026Ascoltaci, Signore!<\/p>\n<p><em>Non stimatevi sapienti da voi stessi.<\/em><br \/>\nChi potr\u00e0 mai dare un giudizio corretto su di s\u00e9? San Paolo ci spiega che la \u2018saggezza\u2019 \u00e8 una virt\u00f9 che deve trovare e vita nell\u2019ambito di una comunit\u00e0 in cui far vivere le virt\u00f9 del servizio e di una carit\u00e0 vissuta in prima persona. Per questo ti preghiamo\u2026 Ascoltaci, Signore!<\/p>\n<p><em>Se possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti.<\/em><br \/>\nSignore, nemici della pace sono il desiderio del potere, le profonde disuguaglianze sociali, il disinteresse nei confronti di chi ne subisce le conseguenze. Coloro che governano, e coloro che sono in grado di influenzarne le scelte, comprendano che solo la ricerca sincera del vero bene comune \u00e8 garanzia di una pace duratura. E ciascuno di noi ricordi che il proprio contributo alla pace nasce da una individuale responsabilit\u00e0, personale e politica. Perch\u00e9 il tuo Spirito indichi a tutti la strada, ti preghiamo\u2026 Ascoltaci, Signore!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa volta, le letture ci fanno riflettere su un problema attuale: la persistenza del \u2018male\u2019, e il rimedio possibile. 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