{"id":1341,"date":"2021-11-04T14:26:26","date_gmt":"2021-11-04T13:26:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oratoriogasparebertoni.org\/2021\/?p=1341"},"modified":"2021-11-04T14:27:04","modified_gmt":"2021-11-04T13:27:04","slug":"7-novembre-nostro-signore-gesu-cristo-re-delluniverso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oratoriogasparebertoni.org\/2021\/liturgia\/7-novembre-nostro-signore-gesu-cristo-re-delluniverso\/","title":{"rendered":"7 novembre &#8211; Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo Re dell&#8217;Universo"},"content":{"rendered":"<p><b>Cristo \u201cRe dell\u2019Universo<\/b>\u201d: in tutte queste letture troviamo pi\u00f9 volte la parola \u201cRe\u201d, cui noi &#8211; qui e oggi &#8211; non siamo abituati. Certamente un <b>\u201cRe\u201d molto particola<\/b>re, e questo sin dalla prima lettura che contiene la visione di questo <b>\u201cServo\u201d,<\/b> chiamato, sin \u201cdal grembo materno\u201d a diventare \u201c<b>luce delle nazioni<\/b>\u201d e a portare \u201c<b>la salvezza fino all\u2019estremit\u00e0 della terra\u201d<\/b>. In un modo per\u00f2 particolarissimo: dovendo cio\u00e8 prima essere \u201c<b>disprezzato, rifiutato<\/b>\u201d, fatto \u201c<b>schiavo dei potenti<\/b>\u201d. Eppure, <b>alla fine<\/b>, \u201c<b>i re vedranno e si alzeranno in piedi<\/b>\u201d davanti a lui, e i <b>\u201cpr\u00ecncipi si prostreranno<\/b>\u201d (Isaia). Questa, la <b>profezia <\/b>che riassume in poche righe la missione e la vicenda di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Il vangelo di Luca fissa gli ultimi istanti della sua storia terrena. Ecco <b>Ges\u00f9 crocifisso,<\/b> fra due poco di buono, <b>abbandonato da tutti<\/b>, straziato dal <b>dolore fisico e morale<\/b>, con questa scritta -anch\u2019essa profetica- che, al momento, pare per\u00f2 solo irridere: \u201c<b>Re dei Giudei<\/b>\u201d. Sarebbe questo il Re? Ed ecco le ultime \u2018tentazioni\u2019: <b>Sei un re? Scendi di l\u00ec e salvati<\/b>! E ci vuole <b>un poveraccio condannato a morte<\/b> per capire la situazione e <b>credere nell\u2019innocenza di Ges\u00f9<\/b><b> e nel suo \u201cregno\u201d: il \u201cparadiso\u201d<\/b>!<\/p>\n<p>Paolo ridice una volta di pi\u00f9 &#8211;<b>ai primi cristiani e a noi oggi<\/b>&#8211; il <b>nucleo della nostra fede<\/b>: lo <b>scandalo<\/b> di un Dio che rinuncia volontariamente alla sua natura divina, <b>\u201cumiliandosi<\/b>\u201d nella incarnazione, e facendosi \u201c<b>obbediente fino alla morte<\/b>\u201d (il servo di Isaia). E quale morte! \u201c<b>una morte di croce<\/b>\u201d\u2026<\/p>\n<p><b>Questa \u00e8 per\u00f2 anche la vera \u2018regalit\u00e0\u2019 di Ges\u00f9<\/b>: e davanti a lui si <b>piegher\u00e0 ogni ginocchio<\/b> nei cieli, sulla terra e sotto terra\u201d acclamandolo come \u201c<b>Signore<\/b>\u201d. <b>La profezia di Isaia si \u00e8 avverata.<\/b><\/p>\n<hr \/>\n<p><b>Letture sul sito della Diocesi: <a href=\"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/?p=477698\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.chiesadimilano.it\/?p=477698<\/a><\/b><\/p>\n<p><b>Lettura del profeta Isaia (49, 1-7)<\/b><br \/>\nAscoltatemi\u2026 <b>il Signore dal seno materno mi ha chiamato, fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome<\/b>. Ha reso la mia bocca come spada affilata, mi ha nascosto all\u2019ombra della sua mano, mi ha reso freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra. Mi ha detto: \u00abMio servo tu sei, Israele, sul quale manifester\u00f2 la mia gloria\u00bb. Io ho risposto: \u00ab<b>Invano ho faticato, per nulla e invano ho consumato le mie forze\u2026<\/b>\u00bb. Ora ha parlato il Signore\u2026 e ha detto: <b>\u00ab\u2026 Io ti render\u00f2 luce delle nazioni, perch\u00e9 porti la mia salvezza fino all\u2019estremit\u00e0 della terra<\/b>\u00bb. <b>Cos\u00ec dice il Signore<\/b>, il redentore d\u2019Israele, il suo Santo, <b>a colui che \u00e8 disprezzato<\/b>, rifiutato dalle nazioni, schiavo dei potenti: \u00ab<b>I re vedranno e si alzeranno in piedi, i pr\u00ecncipi si prostreranno, a causa del Signore che \u00e8 fedele, del Santo d\u2019Israele che ti ha scelto<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p><b>Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi (2, 5-11)<\/b><br \/>\nFratelli, <b>abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Ges\u00f9<\/b>: egli, <b>pur essendo nella condizione di Dio<\/b>, non ritenne un privilegio l\u2019essere come Dio, <b>ma svuot\u00f2 se stesso assumendo una condizione di servo,<\/b> diventando simile agli uomini. <b>Dall\u2019aspetto riconosciuto come uomo, umili\u00f2 se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce<\/b>. Per questo D<b>io lo esalt\u00f2 e gli don\u00f2 il nome che \u00e8 al di sopra di ogni nome<\/b>, perch\u00e9 <b>nel nome di Ges\u00f9 ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: \u00abGes\u00f9 Cristo \u00e8 Signore!\u00bb, a gloria di Dio Padre<\/b>.<\/p>\n<p><b>Lettura del Vangelo secondo Luca (23, 36-43<\/b>)<br \/>\nAnche i soldati deridevano il Signore Ges\u00f9, gli si accostavano per porgergli dell\u2019aceto e dicevano: \u00ab<b>Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso<\/b>\u00bb. Sopra di lui c\u2019era anche <b>una scritta: \u00abCostui \u00e8 il re dei Giude<\/b>i\u00bb. <b>Uno dei malfattori<\/b> appesi alla croce lo insultava: \u00ab<b>Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!<\/b>\u00bb. <b>L\u2019altro<\/b> invece lo rimproverava dicendo: \u00ab<b>Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perch\u00e9 riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male\u00bb<\/b>. E disse: \u00ab<b>Ges\u00f9, ric\u00f2rdati di me quando entrerai nel tuo regno<\/b>\u00bb. Gli rispose: \u00ab<b>In verit\u00e0 io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso<\/b>\u00bb.<\/p>\n<hr \/>\n<p><b>Preghiere dei fedeli della Comunit\u00e0 di Santa Croce<\/b><\/p>\n<p><i>Dal legno della croce regna il Signore.\u00a0<\/i><br \/>\nCelebrando il mistero della tua regalit\u00e0, Signore, la Chiesa sappia testimoniare al mondo un amore che passa attraverso la croce sulla quale ti sei lasciato inchiodare perch\u00e9 non fossimo soli nel dolore e nella morte. Per questo ti preghiamo&#8230; Venga il tuo regno, Signore!<\/p>\n<p><i>Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Ges\u00f9.<\/i><br \/>\nIl vero discepolo di tuo Figlio, Signore, \u00e8 colui che, semplicemente, si dona, senza pensare a s\u00e9 stesso. Aiuta tutti noi della comunit\u00e0 di Santa Croce a ricordare che, in fondo, ci\u00f2 che conta \u00e8 amare, e amare ascoltando il grido di chi ha bisogno di noi. Per questo Ti preghiamo\u2026 Venga il tuo regno, Signore!<\/p>\n<p><i>Ges\u00f9, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno, Signore!<\/i><br \/>\nIn questo mondo, siamo tutti pellegrini, spesso distratti dalla logica del pi\u00f9 forte. Ges\u00f9 ricordati di noi, mentre affaticati affrontiamo i passaggi pi\u00f9 difficili del nostro cammino!\u00a0E per questo ti preghiamo\u2026 Venga il tuo regno, Signore!<\/p>\n<p><i>Perch\u00e9 egli non ha disprezzato l\u2019afflizione del povero&#8230; ma ha ascoltato il suo grido d\u2019aiuto\u2026\u00a0<\/i><br \/>\nCos\u00ec il salmo. Ti ringraziamo, Signore, per i 50 anni di attivit\u00e0 della Caritas. Perch\u00e9 con il tuo aiuto possa continuare sempre meglio la sua opera di ascolto, di sostegno ai poveri, e di evangelizzazione, ti preghiamo\u2026 Venga il tuo regno, Signore!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cristo \u201cRe dell\u2019Universo\u201d: in tutte queste letture troviamo pi\u00f9 volte la parola \u201cRe\u201d, cui noi &#8211; qui e oggi &#8211; non siamo abituati. 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