22 ottobre – Prima Domenica dopo la Dedicazione

IL MANDATO MISSIONARIO

Dopo la ‘costruzione’ della Chiesa della scorsa domenica, ecco il l’invio missionario. Non a caso, tutte le letture sono tratte unicamente dal Nuovo Testamento. E occorre forse rileggerle a ‘rovescio’: iniziando dal vangelo. Dall’addio di Gesù ai suoi discepoli prima dell’Ascensione: un appello alla testimonianza forte di quanto avevano vissuto, testimonianza capace di portare anche al martirio -nel greco la stessa parola significa le due cose- e dunque resa possibile solo grazie all’aiuto dello Spirito.

San Paolo indica ai suoi primi credenti -e a noi oggi– che questa testimonianza sarà efficace se saprà far leva non sulla cultura del tempo ma sull’annuncio di un Dio incarnato crocifisso per amore dell’umanità “scandalo” e “stoltezza” per chi non crede che diventa però “potenza e sapienza di Dio” per ogni discepolo.

Nel testo di Atti, la Chiesa ormai costituita aggiunge una riflessione molto utile anche nel nostro mondo apparentemente così indifferente: la comunità cristiana, che ha il compito di diffondere la buona notizia del vangelo, era, è, e sarà sempre uno strumento elettivo di questo annuncio di speranza e salvezza. Tuttavia, il Signore ha la piena libertà di “effondere il dono dello Spirito Santo” ben oltre l’azione della chiesa. 

E dobbiamo dunque sempre tener presente che lo Spirito soffia dove vuole, ed è molto spesso presente laddove mai avremmo pensato di trovarlo. 

Ci precede e ci interroga sulla consistenza della ‘nostra’ fede


Lettura degli Atti degli Apostoli (At 10, 34-48a)
Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti. Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio…». Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: «Chi può impedire che siano battezzati nell’acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo.

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (1, 17b-24)
Fratelli, Cristo mi ha mandato ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo. La parola della croce infatti è stoltezza per quelli che si perdono, ma per quelli che si salvano, ossia per noi, è potenza di Dio… Dov’è il sapiente? Dov’è il dotto? Dov’è il sottile ragionatore di questo mondo? Dio non ha forse dimostrato stolta la sapienza del mondo? Poiché infatti, nel disegno sapiente di Dio, il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio. 

Lettura del Vangelo secondo Luca (24, 44-49a)
Il Signore Gesù disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso».


Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce

Nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono.
Signore, diffondere nel mondo la tua parola è la grazia e la vocazione della Chiesa. Aiuta dunque ciascuno di noi a sentirsi investito di questa missione: essere con tutta la nostra vita uomini e donne di pace, andando incontro ai nostri fratelli quando e dove hanno bisogno di noi. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Padre buono!

Di questo voi sarete testimoni.
Signore, infondi nella nostra comunità il coraggio per essere veri testimoni del tuo Vangelo, diventando in questo modo faro di speranza e segno tangibile del tuo eterno  amore. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Padre buono!

Dov’è il sapiente?
Per i sapienti di questo mondo la Croce è follia. Donaci, Signore, un animo aperto e docile per accogliere con fiducia il messaggio di Gesù crocifisso, e la forza dello Spirito per testimoniarlo nella vita di tutti i giorni. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Padre buono!

Questi è il Signore di tutti.
Padre nostro, ti ringraziamo per il cammino del Sinodo che ci conferma nella speranza che ogni persona, sentendosi amata e benedetta, possa partecipare alla costruzione di una comunione universale nella verità e nella condivisione. Per questo ti preghiamo… Ascoltaci, Padre buono!